Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’Italia deve sospendere con urgenza le attività di cooperazione con la guardia costiera libica

redazione

“L’Italia deve sospendere con urgenza le attività di cooperazione con la guardia costiera libica almeno fino a quando quest’ultima non possa assicurare il rispetto dei diritti umani”: lo chiede Dunja Mijatovic, commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa. Mijatovic chiede inoltre a tutti gli Stati di facilitare la creazione di corridoi umanitari. “Mi rammarico che le autorità italiane non abbiano già annullato, o come minimo cambiato i termini, del Memorandum con la Libia, che sarà automaticamente rinnovato il 2 febbraio” evidenzia Mijatovic. “Nel 2019 ho già indicato che certi tipi di assistenza dati alla guardia costiera libica hanno fatto aumentare il ritorno di migranti, inclusi richiedenti asilo, in Libia dove sono stati vittime di gravi violazioni dei loro diritti” continua il commissario. “Ci sono numerose prove che queste violazioni continuano e la sicurezza nel Paese sta peggiorando a causa del conflitto armato” sostiene Mijatovic. “Per questo chiamo il governo italiano a sospendere con urgenza le attività di cooperazione con la guardia costiera libica che hanno un impatto, diretto o indiretto, sul ritorno in Libia delle persone intercettate in mare fino a che non sarà certo che vi siano solide garanzie sul rispetto dei diritti umani” dice il commissario. Nel frattempo, dice il commissario, l’Italia e altri stati devono aiutare le organizzazioni internazionali ad assicurare il rilascio di rifugiati, richiedenti asilo e migranti dai luoghi di detenzione in Libia, e facilitare la creazione di corridoi umanitari. “Per evitare ulteriori morti in mare i Paesi devono inoltre dispiegare nel Mediterraneo un numero sufficiente di navi che abbiano la missione di ricercare e salvare i naufraghi” indica Mijatovic. Il dossier libico e il Memorandum tra Italia e Libia è stato al centro, a quanto si apprende, di un vertice ad hoc organizzato questa mattina a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e i ministri competenti, tra i quali il titolare della Farnesina Luigi Di Maio e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. “L’impegno degli Stati Uniti in Libia e’ molto importante e devono mettere sul tavolo tutto il loro peso politico per arrivare ad una soluzione politica e non militare”: lo ha detto il ministro della difesa Lorenzo Guerini in una conferenza stampa al Pentagono con il segretario alla difesa Marc Esper, sottolineando che “l’ingresso della Russia e della Turchia ha contribuito ad intensificare le tensioni nel Paese”. Medici Senza Frontiere (Msf) chiede alle autorità italiane di non rinnovare l’accordo con la Libia siglato tre anni fa perché contribuisce a perpetuare l’esposizione di migranti e rifugiati a violenza, respingimenti, sfruttamento e detenzione arbitraria. “Ignorare le conseguenze di questi accordi – sostiene Marco Bertotto, responsabile per gli affari umanitari di Msf – è impossibile, oltre che disumano. Anche grazie al supporto dell’Italia persone innocenti e vulnerabili sono intrappolate in un paese in guerra, costrette a vivere situazioni di pericolo e minaccia o sottoposte a un sistema di detenzione arbitrario e spietato. La maggior parte di coloro che riescono a fuggire vengono sistematicamente intercettati in mare e nuovamente respinti nei centri di detenzione o in circuiti illegali di sfruttamento e violenza. Mentre i più vulnerabili pagano il prezzo più alto, le reti di trafficanti di esseri umani, a terra e in mare, alimentano il loro giro di affari”. “In un momento in cui anche l’Unhcr – aggiunge – è stata costretta a ritirarsi dal centro di transito di Tripoli a causa del conflitto, e considerata l’evidente impossibilità di negoziare con le autorità libiche un miglioramento sostanziale di questi accordi, riteniamo indispensabile procedere con la loro immediata cancellazione. Questa vergogna – conclude – non si può rinnovare”. “Quelli che in Libia vanno a braccetto con un barone della guerra non possono criticare la Turchia. Quelli che armano e pagano mercenari di tutto il mondo, dal Sudan alla Russia, perché siano al soldo del generale golpista Haftar, si permettono ora con profonda ipocrisia di criticarci”. Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dopo le accuse ad Ankara di violazioni della tregua concordata alla conferenza di Berlino, giunte in particolare dalla Francia. “Quelli che sostengono un golpista, invece di schierarsi dalla parte del governo legittimo e del popolo in Libia, tradiscono prima di tutto la democrazia”, ha aggiunto Erdogan.