Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’irresponsabilità della presidente Bce, Christine Lagarde.

di Lorenzo Peluso.

Non è semplice trovare le parole per definire l’irresponsabilità della presidente Bce, Christine Lagarde, chiamata ieri a mostrare la risposta dell’istituzione all’emergenza coronavirus. E’ lei infatti la responsabile del generalizzato tracollo che si è verificato con un collasso in Borsa dei titoli di Stato italiani già in affanno. Le parole incaute della presidente Lagarde hanno sonfessato uno strumento chiave della Bce contro le tensioni di mercato (lo scudo antispread). Ha tentato poi di correggere il tiro ma senza risultati. Il Consiglio direttivo della BCE ha approntato quello che ha definito “un ampio pacchetto di misure monetarie” in riposta alla pandemia. Innanzitutto liquidità supplementari, precisando che al momento “non ravvede segni materiali di penuria”. Verranno erogate una serie di finanziamenti ultra agevolati ponte (Ltro) alle banche, concessi a tassi negativi equivalenti a quelli del tasso di riferimento sui depositi (-0,50%). In pratica la Bce pagherà le banche per prendere a prestito, posto che i fondi andranno impegnati nell’economia reale a beneficio del credito alle imprese medie e piccole. La Bce ha temporaneamente rafforzato il suo programma di acquisti di titoli, il quantitative easing, per un ammontare complessivo da 120 miliardi di euro da qui a fine anno, che significa circa 13 miliardi di euro di acquisti mensili in più a partire da aprile. Questa espansione vedrà un “forte contributo” di acquisti di titoli del settore privato. Non ha però modificato i livelli dei tassi di interesse di riferimento in essere: zero su rifinanziamenti principali, 0,25% sulle operazione marginali e meno 0,50% sui depositi. E questo mancato taglio dei tassi diversi hanno visto un elemento di possibile delusione dei mercati. La Bce infatti avrebbe potuto ridurre ulteriormente il già negativo tasso sui depositi. Le aspettative erano altre: l’aumento del Qe. Da 20 ad appena 33-35 miliardi di euro al mese, laddove prima del direttorio erano circolate ipotesi che parlavano di un raddoppio se non di un aumento a 50 miliardi di euro al mese. Il rischio, avvertivano gli analisti, era quello di mettere in campo misure che non sarebbero sate lette come sufficienti, peggiorando il quadro allarmistico, come poi è avvenuto. Lagarde ha più volte giustificato le scelte fatte, spiegando che nessuno si può attendere che sia la Bce a fare da prima linea in riposta alla crisi, che questo spetta ai governi e che si attende che lo facciano all’Eurgruppo di lunedì. Perché le misure che hanno finora messo in campo tutte assieme equivalgono ad un misero 0,25% del Pil dell’area euro. A questo però si è aggiunto lo scivolone sull’Italia. Sulla crisi da coronavirus “ci saremo usando tutta la flessibilità, ma non siamo qui per chiudere gli spread”, ha avvertito Lagarde. “Questa non è la funzione né la mission della Bce, ci sono altri strumenti e altri attori per interventi su questi aspetti”. Questa presa di posizione, in riposta a una domanda, da parte di chi presiede l’istutuzione che ha in mano il più potente strumento di intervento contro gli spread, l’Omt – mai attivato e che presuppone un programma di correzione del Paese con la Troika, ma è pur sempre uno strumento della Bce e che è stato fondamentale per superare l’eurocrisi – è stata devastante. La presidente della Bce è sembrata sconfessare uno de più importanti “Bazooka” in suo possesso. La reazione sul mercato dei titoli di Stato italiani è stata drammatica. Si è scatenata una pioggia di vendite mentre le Borse crollavano e in un tempo relativamente breve il tasso retributivo dei Btp a 10 anni – che su queste emissioni si muove nella direzione specularmente opposta al prezzo – ha subito una impennata brutale, chiudendo in rialzo di 66 punti base all’1,89%. Milano registrava il peggior tracollo della sua storia, un meno 16,92% mentre il panico dilagava ovunque. Francoforte meno 12,24%, Londra meno 10,87%, Parigi meno 12,28%. A picco anche Wall Street con crolli di circa il 10% e a quel punto è dovuta intervenire la Federal Reserve  che ha annunciato iniezioni di liquidità da 1.500 miliardi di dollari in sole tre sedute. Poi è arrivata una rapida correzione del tiro, “Sono piamente impegnata ad evitare qualsiasi frammentazione in un momento difficile dell’area euro. Gli spread elevati inficiano la trasmissione della politica monetaria”, ha detto. ma il male era già stato fatto.