Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’integrazione rimane un problema per gli islamici in Italia

redazione

Il 55% degli italiani ritiene che la maggioranza dei musulmani nel nostro Paese voglia integrarsi nella società, vivendo da italiano pur mantenendo la propria identità; un non trascurabile 27% resta però convinto che lo scopo principale degli islamici sia quello di vivere in Italia seguendo però le proprie leggi separate, mentre uno su dieci pensa addirittura che vi sia una volontà di islamizzazione per quanto non esplicitata. Di sicuro però gli italiani respingono con forza l’estremismo e il fanatismo legati alla religione: l’80% chiede l’introduzione di “uno speciale reato in Italia, per chi predica odio tra le religioni e giustifica gli atti di terrorismo” mentre il 56% pensa che si debba imporre l’italiano come lingua liturgica nelle prediche in moschea in modo che possano essere capite. Sono i risultati dell’indagine effettuata da Arnaldo Ferrari Nasi (“Gli italiani credono nell’integrazione ma alle nostre regole”) sociologo e direttore del centro studio AnalisiPolitica: il sondaggio è contenuto nel primo rapporto sull’islamizzazione dell’Europa realizzato dalla Fondazione Farefuturo e presentato l’11 settembre a Roma nell’anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle ma anche, come sottolinea la stessa Fondazione, di un altro 11 settembre come quello del 1683 in cui i cavalieri cristiani riuscirono a sconfiggere le armate turche giunte ormai alle porte di Vienna. Il rapporto, che sarà presentato ogni anno nella data dell’11 settembre, evidenzia gli aspetti più significativi dell’avanzata islamica in Europa con analisi e casi di studio curati dal comitato scientifico guidato dal professor Francesco Alberoni.