Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Libera come le donne che credono nel futuro

di Lorenzo Peluso.

Convegni, dibattiti, feste in rosa, persino spogliarelli e goliardate. Insomma, la storia di ogni anno, l’otto marzo. Vien da chiedersi a cosa serve? Insomma, festeggiare la donna ? Festeggiare cosa? Il fatto che esiste, il ruolo nella società, i diritti guadagnati e le lotte femministe? Il lavoro, la parità di genere? La femminilità, cos’altro? Diciamolo pure, l’otto marzo, ogni anno, ci si ripropone un modello sociale consolidato che pretende quasi di ricordare, di interrogarsi, di analizzare la condizione femminile. Allo stesso modo, l’otto marzo è l’occasione per “esagerare”, per andare oltre la normalità di ogni giorno, magari frequentando una delle tante feste a tema dove alla fine non manca mai lo spogliarello classico. Libere tutte di poter fare ciò che meglio si crede. In realtà, se proprio la devo dire tutta, mi ha commosso la scelta del Comune di Sassano, nel salernitano, di voler mettere al centro di questa particolare giornata una donna che non c’è, emblema di migliaia di donne che invece ci sono e che fingiamo di non vedere. Una donna che non c’è più, ma che per ciò che rappresenta esiste ancora, urla il suo dolore, rivendica il suo diritto ad esistere. Non ne conosciamo neppure il nome. L’hanno ribattezzata Libera, il giorno del suo funerale. Che contraddizione, il giorno dell’addio che diviene il giorno della rinascita. Lei, una ragazza in cerca di futuro, arrivata in Italia, al porto di Salerno nel novembre 2017 insieme ad altre 25 donne, a  bordo della nave spagnola Cantabria, cadavere. Ventisei corpi di donne raccolti nel Mediterraneo. Ventisei storie di donne che nessuno ha mai ascoltato. Ventisei vite spezzate. Forse ventisei famiglie che ancora sperano di rivederle, chissà dove nel cuore dell’Africa, o in Asia, o in Medio Oriente. “Libera…cuore di donna“ è il tema dell’iniziativa che si terrà a Sassano, l’otto marzo. Anche Libera, domani riceverà il suo mazzo di mimose. La cerimonia infatti avrà luogo presso il cimitero comunale, dove sulla tomba di Libera sarà deposto un mazzo di mimose alle ore 9.00. Libera, simbolo di speranza, profumo di donna. Donna che lotta, donna che spera, donna che crede. Libera come le donne che credono nel futuro, che lo costruiscono ogni giorno. Ecco, magari domani, fate ciò che credete, voi donne, insomma divertitevi, anche perché no, ma non dimenticate Libera, perché lei non dimentica quanto la nostra indifferenza può fare male, al punto di uccidere anche. Magari, quando ritornerete a casa, dopo le feste ed i bagordi, quando ritorerete dai vostri figli, provate a guardarli negli occhi e troverete Libera.