Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Lettere al direttore – La storia di Fernando. Le radici e la memoria.

di Assunta Antonucci.

Caro direttore ti devo raccontare una bella storia.
Un anno e mezzo fa mi contatta su Facebook una persona dal Brasile che aveva il mio stesso cognome e che mi chiede se lo potessi aiutare. Naturalmente gli garantisco il mio aiuto e mi chiede di aiutarlo ad ottenere il certificato di matrimonio dei suoi bisnonni partiti da Sanza il 1884 dopo essersi sposati nel mese di ottobre dello stesso anno. Il certificato di matrimonio dei suoi nonni era necessario per ottenere la cittadinanza italiana, mi scrive. Mi scrive con l’aiuto del traduttore in un italiano molto incerto ma comprensibile. Vado al comune, e dopo qualche giorno, grazie ad Andrea Amoroso, ottengo il certificato di matrimonio: due giovanissimi sanzesi sposati il 23 ottobre 1884, partiti per il Brasile lo stesso anno e non tornati mai più. Eppure, a distanza di tre generazioni, il desiderio dell’Italia e delle origini è così forte che il mio amico Fernando Antonucci mi cerca, mi scrive ed ottiene il certificato, e dopo dieci mesi ottiene la cittadinanza e la bandiera italiana (al consolato gli consegnano anche la bandiera italiana, io non lo sapevo e mi sorprende!).
Il 1 novembre finalmente Fernando sarà in Italia e la sua prima tappa sarà Sanza. Non ha parenti o almeno non siamo riusciti a capire chi sono i suoi parenti qui a Sanza (la bisnonna aveva il cognome Rocco). Prima di visitare Roma, appena sceso dall’aereo verrà a Sanza, e questo mi ha stupito e commosso come tutta la vicenda. Come possa essere forte il desiderio delle radici, di conoscere il posto dove i suoi avi sono nati e vissuti per pochi anni, le origini della sua famiglia…A fronte di tante cose inutili che fanno parte delle nostre giornate, ci sono momenti davvero speciali che ti fanno capire che la patria, le origini, la famiglia sono valori per cui si possano fare davvero grandi sforzi e sacrifici.
Fernando Antonucci in questo anno ha fatto un corso di italiano, ha alimentato e rafforzato la conoscenza di Sanza e delle nostre tradizioni attraverso le foto e le cose che ho condiviso su Facebook e l’uso della tecnologia gli ha permesso di rintracciarmi e di ottenere un certificato indispensabile. Ma non è solo questo. Due persone lontanissime e sconosciute ora sono amici, si scrivono, si raccontano la loro vita. Non ci unisce solo il cognome ma l’amore per il nostro paese e per le sue tradizioni.
Rimarrà a Sanza dal primo novembre al tre e penso che questo sia un viaggio molto speciale per lui e la sua famiglia ma anche per me che avrò il piacere di accompagnarlo per le vie del nostro paese alla ricerca delle sue origini.
Sarebbe bello che tutti lo salutassero come segno di gratitudine per tutti quei sanzesi partiti in cerca di fortuna e non tornati e in segno di solidarietà per tutti quelli che si sono sentiti soli in un paese straniero. Anche Sanza ha perso molto senza di loro. Senza le loro vite e le loro energie.