Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Lettera al giornale – Il ricordo di Peppino Laveglia.

di Vittorio Esposito, Sindaco di Sanza (SA)

Caro direttore, condivido con lei e con i suoi lettori il ricordo della nostra comunità del maestro Peppino Laveglia che ci ha lasciato ieri.

Ooccorre fare un passo indietro nel tempo per comprendere, se possibile, il ruolo e l’importanza del Maestro Peppino Laveglia nella nostra comunità. Per fare questo, provando ad emulare la sua passione per la storia, è giusto che noi tutti ricordiamo che, ad esempio, al tempo dei romani l’educazione dei bambini era affidata ai genitori. La madre li educava ai buoni sentimenti ed il padre si occupava dello sviluppo fisico e gli insegnava la lettura, la scrittura e le leggi dello Stato.  Ecco, è questo l’ambito in cui dobbiamo collocare Peppino Laveglia: l’insieme di una madre e di un  padre. Questo è stato per le centinaia di bambini che hanno avuto la fortuna di essere suoi alunni, ai quali ha non solo forgiato i buoni sentimenti, ma anche curato la crescita morale, insegnato la lettura, la scrittura e le leggi dello Stato. Lui, un uomo d’altri tempi, ha saputo dedicarsi alla scuola ed all’insegnamento creando un rapporto speciale tra se ed i suoi alunni che lo hanno amato e lo continueranno ad mare come un padre.Peppino Laveglia però non è stato solo questo. Studioso, storico locale, ci ha lasciato in eredità ricerche importanti sulla nostra storia, sulle persone, sui nostri caduti in Guerra, tema a lui molto caro. Ispiratore e fondatore della sezione locale dei Combattenti e reduci di guerra, ha saputo insegnare a noi tutti l’importanza di non dimenticare coloro che hanno dato la propria vita per la nazione e per la libertà dei popoli. Peppino Laveglia, uomo intelligente ed acuto, ispirato dai valori  del socialismo di Togliatti, si impegnò anche nella politica attiva. Artefice di diverse campagne elettorali, gli si deve riconoscere la sua grande capacità di coinvolgimento dei giovani di allora. Punto di riferimento per molti anni anche nella risoluzione delle problematiche del mondo agricolo locale, fu fondatore della locale sezione di Coldiretti. Uno stile ed un’educazione d’altri tempi. Così come ha vissuto, senza clamore, ci ha lasciati in punta di piedi. Sanza oggi saluta e rende onore al Maestro, l’insegnante. Un modello per tutti coloro che dedicano la propria vita al mondo della scuola. Gli antichi greci chiamavano paideia l’educazione che i ragazzi ricevevano a partire dai sei o sette anni d’eta’. L’età più importante per forgiare i giovani alla vita. Il suo metodo non era certamente solo la mera istruzione, ma perseguiva l’ambizioso obiettivo di formare dei perfetti cittadini attraverso un insegnamento a tutto tondo: letterario e retorico, scientifico e  filosofico, senza dimenticare l’educazione fisica e artistica. Ecco perché oggi a nome dei cittadini di Sanza io non posso che dire: grazie professore Laveglia; grazie maestro per tutto. Nei vicoli della nostra amata Sanza continuerà per sempre a risuonare la sua voce che racconta di famiglie, di casati, di antichi portali di storie contadine e di Carlo Pisacane. Dunque addio caro professore, grazie per tutto, che la terra ti sia lieve.