Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’etica, le domande, lo Stato. Ora chi paga i danni?

di Lorenzo Peluso.

Sono molto crude e dolorose le immagini che sono state diffuse sulla rete nella giornata del 18 giugno 2019 in merito all’uccisione di alcuni bovini a Sanza, piccolo comune del salernitano. Un video diffuso ed accompagnato da una serie di domande che certamente meritano risposte. Dunque cosa sta accadendo sul Monte Cervati? Domande che trovano risposta nel momento in cui si chiede spiegazioni alle autorità competenti. Infatti, il cittadino “sensibile” che ha girato il video, piuttosto che mandarlo ad un sito internet, da buon cittadino rispettoso della legge, preoccupato ed amareggiato per ciò che ha visto e filmato, avrebbe dovuto rivolgersi alla Compagnia Carabinieri di Sapri, di competenza, e denunciare ciò che ha visto. Questo sarebbe stato un comportamento lecito, logico, ma soprattutto consono di chi ama il bene comune. Viceversa ha preferito il clamore. Perché? Anche questa è una domanda che merita spiegazioni. Ma veniamo alla sostanza dei fatti, facilmente spiegabili se solo fossero state poste domande a chi ne ha responsabilità e competenza.

Sul Cervati da oltre una settimana è in corso un’operazione che lo Stato, il Ministero della Salute, tramite il Servizio veterinario, su responsabilità unica del Prefetto di Salerno, unitamente al Comando provinciale dei carabinieri e la Questura stanno svolgendo. E’ in corso un’operazione di sequestro ed abbattimento di bovini, allo stato brado, presenti in quel territorio, e come specificato dalle forze dell’ordine: “di proprietà di alcuni pastori, pregiudicati, non sottoposti al piano di risanamento obbligatorio da tubercolosi e brucellosi”. Le operazioni sono sotto il controllo assoluto del Prefetto e degli ufficiali di polizia giudiziaria responsabili. Chi sta abbattendo i bovini? Sul posto conducono le operazioni carabinieri e carabinieri forestali, veterinari con l’ausilio anche di cacciaselettori. Le carcasse dei bovini abbattuti vengono rimosse con l’ausilio di una ditta specializzata su disposizione del servizio veterinario. Questi i fatti, nella trasparenza assoluta di ciò che si stà verificando sul Cervati.

Veniamo ora alle questioni etiche che meritano certamente risposte. Era necessario tutto questo? Era inevitabile? Secondo le forze di polizia non vi era altro modo considerando che la questione persiste da anni e non ha trovato altre soluzioni, che pur sono previste dal protocollo sanitario.

Sul come però vengono condotte le operazioni qualche perplessità esiste. Innanzitutto, se l’area è sotto il controllo assoluto delle forze di polizia, anche per l’incolumità delle persone, come mai un signore è salito in montagna ed ha filmato cosa sta’ accadendo? Chi è questo signore? Cosa ci fa di notte nelle montagne del Cervati? E’ magari responsabile dei furti di legname e degli atti vandalici che si verificano spesso in zona? Come mai le carcasse dei bovini oggetto di abbattimento sono in strada? perché non vengono rimosse nell’immediatezza degli abbattimenti? Infine un’ultima considerazione. Il danno di immagine causato da questa sconcertante vicenda alla comunità di Sanza, al brand Monte Cervati, chi lo risarcirà?

Se lo Stato deve, legittimamente, far rispettare le leggi, deve contestualmente tutelare gli intereressi, i diritti ed il futuro di una comunità. Ora che il danno è fatto, chi pagherà per questo. Al Ministro della salute Giulia Grillo ed al Ministro degli Interni, Matteo Salvini le risposte.

Una precisazione doverosa: in tutto questo oltre alle povere bestie, vittime innocenti di una carneficina assurda, altra vittima di tutto è la comunità di Sanza ed il Comune di Sanza.