Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Legambiente, in Campania eseguite solo 3% dell’ordinanze di demolizione

redazione

Ben 474 comuni campani non hanno risposto alle richieste di informazioni rivolte da Legambiente in merito alle demolizioni di immobili abusivi. Nei 76 comuni che hanno fornito notizie risulta che sia stato eseguito solo il 3 per cento delle ordinanze di demolizione. Sono alcuni dei dati contenuti nel dossier di Legambiente “Abbatti l’abuso. I numeri delle (mancate) demolizioni”, realizzata sui dati forniti da una parte delle amministrazioni comunali. L’indagine è stata realizzata dall’associazione a partire dai dati forniti in Campania da 76 comuni (il 13,8% del totale). “I comuni campani sono stati sollecitati da Legambiente in piu’ richieste ufficiali e il fatto che sulle ordinanze di demolizioni ben 474 comuni non hanno risposto all’indagine di Legambiente o hanno negato le informazioni richieste dimostra che purtroppo ancora oggi- in mancanza di un censimento nazionale del fenomeno e con dati in circolazione spesso carenti, contraddittori o palesemente sottostimati, siamo di fronte a informazioni gelosamente custodite”, sottolinea l’associazione ambientalista. Il focus sulla Campania ha riguardato anche le domande di sanatoria. Hanno risposto 132 comuni dove a a seguito dei tre condoni (L. 47/1985, 724/1994 e 269/2003) Legambiente ha censito ben 362.646 richieste di sanatoria. Il record alla Provincia di Napoli dove sono bene 259.170 le richieste di sanatoria, seguita dalla provincia di Salerno con 71.096 richieste. “È ora di chiudere questa pagina vergognosa della storia italiana che ha prodotto e alimentato illegalità e ha cambiato i connotati, devastandole, a intere aree del Paese – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania -. Rispetto al boom degli ultimi decenni del secolo scorso, l’abusivismo edilizio nella nostra regione non è scomparso, ha sostanzialmente scelto di non dare troppo nell’occhio, è diventato una pratica più subdola e quindi meno facile da individuare. Tenere alta la vigilanza su questo tema è di fondamentale importanza, anche per opporsi con tempestività ai tentativi, mai sopiti, di varare un quarto condono magari celandolo, grazie a qualche escamotage, in un emendamento. E non si sventoli la bandiera degli abusivi di necessità, cavallo di battaglia di tanti politici, perché l’unica risposta degna da parte delle istituzioni deve essere nel solco della legalità, assicurando non la disponibilità di una casa abusiva, ma un alloggio regolare, di edilizia pubblica e realizzato seguendo le più elementari regole costruttive che ne assicurino stabilità e sicurezza”.