Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Le riflessioni sul bonus di solidarietà

di Giancarlo Guercio

Dopo 4 giorni di assoluto scervellamento su criteri e modalità di assegnazione del bonus messo a disposizione dal governo per le persone in difficoltà, sento la necessità di esporre alcune riflessioni e di chiarire alcune scelte. Quando sabato scorso, seguendo la conferenza stampa di Conte, ho appreso la notizia del bonus, ho tremato. Ritengo che non ci sia situazione più franosa per un sindaco che ricevere un gruzzoletto di danaro da destinare ad una categoria di persone. Soprattutto se i criteri sono affidati al buon senso dell’amministratore. Immediatamente si sono create aspettative e numerose sono state le richieste di delucidazione. Chiedo scusa se abbiamo fatto attendere un poco ma abbiamo trascorso le ultime giornate e le ultime ore a riflettere sui criteri da adottare. La faccenda richiede una grande serietà e deve rispondere ad alcuni principi inoppugnabili! Abbiamo forse trascurato qualche aspetto, ma il metodo applicato è sicuramente tra i più validi. Innanzitutto non ho voluto gestire personalmente questo fondo, sentiti i servizi sociali. Per un criterio di trasparenza e partecipazione, al quale ci appelliamo da sempre, ho voluto istituire una commissione che garantisse la più ampia partecipazione formata da 6 elementi: il sindaco (o un suo delegato), 2 consiglieri di maggioranza, 1 di minoranza e 2 rappresentanti dei patronati locali. Con Mario Rinaldi e Angelo Casalnuovo mi sono confrontato più volte proprio per definire i criteri. Li ringrazio per la pazienza avuta e per la disponibilità mostrata. Al fondo, che consiste in un buono per l’acquisizione di beni di prima necessità, potranno accedere le persone che si trovano in una condizione di difficoltà, sia strutturale e sia improvvisa, data la contingenza dell’emergenza Covid-19. Non potevamo escludere a priori categorie come partita Iva o dipendenti che a causa dell’emergenza si trovano in seria difficoltà, avendo un reddito basso e una famiglia a cui accudire. Abbiamo dovuto tenere in considerazione anche la loro condizione, così come abbiamo pensato ai pensionati che con la sola pensione minima potrebbero andare in sofferenza. Anche per loro doveva esserci quantomeno la possibilità di accedere a un bonus di questo tipo. E così abbiamo fatto. Dalle valutazioni che farà la commissione emergerà una graduatoria che terrà conto di quattro fasce di assegnazioni, ripartite per reddito e per componenti del nucleo familiare. Chi ha figli, è monoreddito ed ha un reddito basso avrà un bonus più alto di una persona singola. Sembrano aspetti logici, ma non erano stati previsti e noi abbiamo voluto definirli. A tal proposito voglio ringraziare tutti gli amministratori con i quali ci siamo ampiamente confrontati in queste ore. È stato fatto un lavoro degno di questa amministrazione che ha sempre posto la partecipazione, la trasparenza e la giustizia sociale ai primi posti della nostra attività. Quello appena pubblicato non è solo un semplice avviso, un semplice atto come tanti. È la definizione di principi seri e alti che definiscono una intera attività programmatica. E il nostro programma si fonda su questi principi: tutti ne siamo orgogliosamente garanti. Definiti i criteri e le modalità, il sindaco (che di fatto avrebbe disposto di quel fondo) può anche non partecipare perché l’esito delle valutazioni non potrà che corrispondere ai criteri attentamente definiti. Ora sono sollevato e felice! Il fondo di solidarietà non risolverà i tanti problemi che si sono acuiti in questa terribile fase, ma sicuramente raggiungerà le persone che hanno realmente bisogno. Questo era il nostro obiettivo e questo abbiamo ottenuto con serietà e grande senso di responsabilità. Con fiducia e applicando i valori della più alta solidarietà umana possiamo superare anche questo particolare momento di difficoltà.