Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Le nuove tendenze dettate dalla Bit. Il turismo lento e l’esperienza del CAI sul Cervati

redazione

E’ il turismo lento, la tendenza che può dare nuovo impulso ad aree inesplorate e nuove mete. Un turismo di qualità, con persone che amano il paesaggio e desiderano sentirsi parte dei luoghi e delle storie delel comunità che ospitano. Secondo gli organizzatori della Bit, la Borsa internazionale del turismo in corso a fieramilamocity e MiCo, dall’edizione 2019 della fiera emerge un crescente interesse per il turismo slow e sostenibile, nelle sue diverse declinazioni, dai percorsi religiosi, ai cammini tematici, allo slow bike, e, in generale, l’outdoor e il turismo attivo. Il tutto magari supportato da inedite e innovative soluzioni tecnologiche. Una tendenza valida tanto per l’Italia quanto per le destinazioni estere. A confermare la crescita del turismo lento e sostenibile sono, ad esempio, i successi dei percorsi religiosi o naturalistici nel nostro Paese, delle isole minori o dei templi del Giappone, fino all’escursionismo nelle destinazioni emergenti come l’Etiopia. Dalla seconda giornata di Bringing Innovation into Travel emerge anche che le soluzioni innovative abilitano i nuovi turismi più lenti: mento tempo per organizzare il viaggio, più tempo per viverlo. “E’ un fenomeno questo che ci appartiene – ha confermato Mariaconcetta Laveglia, socia del CAI Montano Antilia insieme con il marito Giuseppe (nella foto), che da tempo stanno promuovendo il turismo lento sulla vetta più alta della Campania, il Monte Cervati a Sanza – crediamo che questo sia il modo migliore per vivere la bellezza dei luoghi. Per noi è un modo di essere, un modo di interpretare l’equilibrio naturale tra la persenza dell’uomo e deel sue esigenze nei territori ricchi di suggestioni e bellezze naturalistiche. Proponiamo escursioni “lente” a passo d’uomo per i sentieri che dal borgo antico di Sanza conducono all’Affunnaturo di Vallevona, la cavità carsica più importante d’Europa; lungo il fiume Bussento fino alle sorgenti; nei pressi dell’Abete bianco, emergenza naturalistica di primaria importanza ed in vetta al Cervati dove ad accogliere i camminatori vi è l’antico Santuario Mariano della Madonna della Neve. In questo senso, il concetto di cammini della fede ci appartiene. E’ un percorso non semplice, sviluppare questo tipo di turismo in queste aree che per certi versi sono ancora vergini. Ma questa è la sfida ed è bello anche per questo. Perchè al sud si può e si deve vivere di turismo, quello di qualità, dell’accoglienza e dell’ospitalità che solo il sud può offrire” ha concluso Mariaconcetta Laveglia.