Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Le macerie del Pd in Campania. Venghino, i grillini, venghino, c’è spazio per tutti.

di Lorenzo Peluso.

In realtà, quello che infastidisce davvero è l’assenza assoluta di imbarazzo. Non si sono neppure fermati un momento a chiedersi il perché. Eppure, è fin troppo chiaro il segnale lanciato ieri a Napoli dai delegati regionali del Partito Democratico: è ora di cambiare. L’assemblea regionale del Pd, convocata dal segretario regionale Tartaglione è andata semideserta. Solo trentacinque delegati presenti su 258, hanno partecipato. Hanno atteso oltre un ora prima di dare avvio ad un assise che non aveva alcun senso. Nessun imbarazzo nelle parole della Tartaglione che finge solo di non capire, mentre le è tutto fin troppo chiaro. L’unico che in un sussulto di dignità ha avuto almeno il coraggio di raccontare le macerie di una politica distante dai cittadini è stato il Consigliere regionale Antonio Marciano che nel suo intervento non ha potuto non sottolineare che il limite è stato superato abbondantemente. “Questa sala – ha detto Marciano – ci conferma che abbiamo perso parte del nostro radicamento sociale. Questa è la fotografia che consegniamo ai nostri iscritti e a quella parte di consenso che ci ha lasciato, una sala vuota come quando dovevamo approvare e non potemmo approvare lista per elezioni amministrative di Napoli e provincia” così ha detto Marciano che poi ha sottolineato come dopo il risultato referendario “qualcuno dovrebbe rimettere il proprio mandato, ci vuole coraggio per evitare di nascondere polvere sotto il tappeto. È necessaria una riflessione più profonda e una assunzione di responsabilità che porti all’azzeramento dei gruppi dirigenti”. Ma la vergogna, è cosa nota, si nasconde con la sfrontatezza. Ma Assunta tartaglione, eletta deputata alle elezioni del 2013 nelle circoscrizione XIX Campania 1 per il Partito democratico, componente della Commissione Giustizia nonché del Comitato parlamentare dei procedimenti di accusa, si guarda bene, in questa fase pre-elettorale di lasciare ad altri le sorti del Pd regionale; in gioco evidentemente vi è la ricandidatura a Montecitorio. In realtà la storia politica della Tartaglione parla chiaro. Nessun sussulto neppure dopo la cocente sconfitta del Pd alle comunali di Napoli la primavera del 2016. Neppure in quell’occasione ebbe il coraggio di fare autocritica. Ci pensò però l’ex governatore campano Antonio Bassolino ad inchiodarla alle sue responsabilità. “I responsabili della disfatta sarebbero dovuti andare via affermava Bassolino – La direzione regionale fa finta di niente. I responsabili della disfatta elettorale sono rimasti e sono stati lasciati al loro posto. In questo modo si offende l’intelligenza e la sensibilità di tanti elettori e cittadini” attaccò Bassolino, che però rimase inascoltato. Insomma, quella di ieri è la fotografia del Pd in Campania. Autoreferenziale. Un Partito di pochi, al servizio di alcuni, distante dalla gente. Bene dunque. Tanto, al tafazzismo in Italia siamo abituati. Venghino, i grillini, venghino, c’è spazio per tutti.