Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Le guerre degli adulti e le conseguenze per i bambini. Buon anno, intanto.

di Lorenzo Peluso.

Le guerre degli adulti e le conseguenze per i bambini. Sono loro infatti  a pagare il prezzo più alto, sempre, ed in ogni luogo del mondo. Le parole di Manuel Fontaine direttore del Programma Emergenze per l’Unicef, in merito alla situazione globale nel 2017 sono sconcertanti. Nel report dell’organizzazione a difesa dei bambini emerge come i piu’ piccoli e indifesi, ad ogni latitudine, sono sempre più usati come bersagli dalle armi da guerra. Le guerre degli adulti che in Iraq reclutano  bambini per combattere e magari per utilizzarli come scudi umani. In questo 2017, le statistiche ufficiali, molto poco attendibili, riportano per il solo Afghanistan, almeno 700 bambini uccisi. Nel Ghouta assediato, in Siria, migliaia di bambini rischiano di morire di fame. In Asia, dal Myanmar, piû della metà degli oltre 650.000 Rohingya fuggiti dalla persecuzione ha meno di 18 anni. Nel cuore dell’Africa, in Nigeria, Boko Haram, l’organizzazione jihadista, durante questi dodici mesi ha utilizzato 135 bambini per attacchi suicidi. Un numero di 5 volte maggiore dello scorso anno. Poi esiste un luogo, nella penisola arabica, dove negli ultimi tre anni si contano almeno 5.000 vittime tra i minori e un milione e 700 mila bambini che soffrono di malnutrizione. E’ lo Yemen, dimenticato da tutti. 19mila bambini sono stati costretti a diventati soldati in SudSudan. In Congo 8500 minorenni sono fuggiti dalla regione del Kasai dove  sono stati deliberatamente bombardati 200 ospedali e 400 scuole. In Somalia 1500 bambini sono stati arruolati ed armati per combattere una guerra di adulti. Nella civilissima Europa poi, accade nel silenzio generale che 220mila bambini ogni giorno rischiano di saltare su una mina o su una bomba inesplosa, lasciata dal conflitto in Ucraina Orientale, dove da anni è guerra senza confine tra governo ucraino e separatisti filo-russi. Un anno dunque straordinario il 2017. Un anno dove, ancora una volta, abbiamo dimenticato le violenze, gli omicidi, gli stupri ed i rapimenti che si consumano ogni giorno  nella Repubblica Centroafricana. Ci laviamo la bocca, un po’ tutti, con l’impegno verso luoghi dove i bambini sono abbandonati a se stessi, poi però dimentichiamo, fingiamo di non vedere che nel mondo esistono culture dove si consumano i matrimoni forzati, la riduzioni in schiavitù. Un mondo dove ancora, almeno 27 milioni di bambini non posso andare a scuola. Buon anno quindi. Buon anno a tutti.