Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Le decisioni di Nappi disegnano un futuro troppo incerto per gli enti montani.

di Lorenzo Peluso

Padula – attesa e speranza per gli operai idraulico forestali della Comunità Montana Vallo di Diano. L’incontro dei vertici di UNCEM, (Unione Nazionale Comuni Enti Montani) della Campania con l’assessore al lavoro della Regione Campania, Severino Nappi, e le organizzazioni di categoria, sembra aver ridato speranza alle famiglie di oltre duecento operai ma non tutto è chiaro

L’incontro di martedi sera, per affrontare i problemi legati alla forestazione in Campania, è emerso che le Comunità Montane riceveranno nel tempo tecnico necessario a formalizzare gli adempimenti di loro competenza, sia il 50% delle risorse loro destinate per i progetti PSR già approvati per il 2011, che il saldo dei progetti relativi al 2010: complessivamente le risorse disponibili allo scopo sono oltre 27 milioni di euro. Una prima boccata d’ossigeno che potrebbe sbloccare la vertenza. Ma la vicenda è tutt’altro che chiara. In effetti lo stesso Assessore Nappi ha con fermato, nel mentre siglava l’accordo con i sindacati presenti all’incontro di martedi sera, a Palazzo Santa Lucia, che il settore forestazione in Campania conta al momento almeno duemila esuberi. Quindi ancora preoccupazione ed incertezza. Sulla vicenda, nella giornata di ieri, è intervenuto anche il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella, che si è apprestato a definire l’atteggiamento di Nappi e dell’intero esecutivo “assolutamente incomprensibile”. E come dargli torto visto che la forestazione in Campania, attualmente può contare su circa 4500 unità, di cui a sentire Nappi, almeno 2000 sono in esubero. E ‘è di più. Lo stesso Nappi ha formalmente chiesto ai rappresentanti istituzionali delle Comunità Montane di non procedere con i preannunciati licenziamenti, in attesa di una  nuova legge di riordino degli Enti montani. Insomma ci risiamo. Ancora una volta si prova a prendere tempo su una questione spinosa, delicata e preoccupante. Negli ultimi mesi abbiamo assistito al balletto dei rinvii con la sola conseguenza di portare la stessa situazione all’esasperazione. Mai una decisione definitiva che, in un modo o nell’altro, metta la parola fine su questa vertenza che dura da oltre un anno. Ma non solo questo. Ad interessare le Comunità montane della Campania è anche la questione relativa alle misure del PSR. In tal proposito martedi sera si è deciso che al fine di recuperare ulteriori risorse, eventualmente necessarie a garantire i fabbisogni per il 2011 delle Comunità Montane, è stata istituita una task force, costituita da tecnici esperti, che assisterà le Comunità Montane in ritardo sulla presentazione dei progetti. Ed ecco un altro paradosso che vede protagonista ancora una volta la Comunità Montana Vallo di Diano. Secondo quanto previsto dalla Provincia di Salerno, che dovrà attuare il riparto delle somme da restituire alle Comunità Montane, quella del Vallo di Diano non può essere destinataria di queste risorse in quanto lo stesso Ente ha visto approvati progetti per 6.564,579 sulle misure 226 e 227 del PSR. La provincia però dimentica che secondo l’attuale norma, che impone il vincolo dell’80% della spesa attraverso i progetti del PSR, lo stesso ente montano non potrà utilizzare le stesse risorse per superare l’attuale fase di crisi finanziaria inerente gli operai della forestazione. Insomma un cane che si morde la coda. Ecco perché urge una necessaria assunzione di responsabilità al fine di una definitiva decisione sul futuro di questi Enti. Ben venga la modifica della Legge regionale 11, tra l’altro più volte evocata da alcuni Consiglieri regionali del comprensorio, ma che questo si faccia adesso senza ulteriori rimandi. Ecco quindi che la situazione, paradossalmente, risulta essere ancor più complicata di quanto si possa immaginare; intanto gli operai continuano a rimanere a casa.