Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Le bugie di Cartesio e la stupidità degli americani.

di Lorenzo Peluso.

colombo ok

Provate ad immaginare se noi italiani, un giorno, decidessimo di cancellare la storia millenaria che ha segnato i luoghi e le popolazioni. Insomma, se un giorno, ad esempio, al Sud, decidessimo di cancellare ogni segno, ogni ricordo, della traversata dei Mille e di Garibaldi. Se ad esempio in Sicilia, decidessimo di cancellare ogni simbolo dell’influenza normanna. Oppure a Ravenna, ogni segno orientale, di quel magnifico Impero oltremare. O magari in Trentino, i segni della presenza austriaca. A Venezia i segni e l’influenza artistica d’oriente. In Piemonte, a Torino, tutti i simboli dell’influenza francese. Provate ad immaginare. Oppure, per essere più chiari, proviamo ad immaginare che da oggi, il nostro Paese, in rivolta contro la propria storia, decide di cancellare l’influenza della cultura ellenica. Insomma, abbattiamo la Valle dei Templi; poi la splendida Paestum, e così via. Noi no. Noi non potremmo mai fare tutto questo. Non ci appartiene questo pensiero. Gli americani si; loro si. Lo stanno già facendo. Mi direte: certo, sono americani. Si; è così. Sono americani. Un popolo che vuole cancellare la loro storia; i simboli della costruzione di un paese grande, economicamente, ma non culturalmente; è evidente. Cristoforo Colombo, navigatore genovese che con la sua straordinaria impresa ha segnato la Storia ed è diventato nell’immaginario collettivo simbolo di audacia e di sete di conoscenza, è ancora una volta sotto attacco. Cristoforo Colombo; si. Proprio lui. Il suo ricordo, i simboli delle sue gesta, sono finiti nel  mirino di fanatici detrattori di un nazionalismo stupido, di un credo fanatico. I monumenti eretti a Baltimora, a Detroit, a Houston; le statue che raffigurano Colombo, sono state demolite a martellate, imbrattate o nel migliore dei casi coperte. A Chicago si pensa di eliminare il monumento a Italo Balbo, gerarca fascista e protagonista negli anni Trenta di una storica trasvolata atlantica. Cancellare la storia. Un segno indelebile di quanto possa essere stupido l’uomo nell’intraprendere la strada agevole dell’autodistruzione. Accade in America, luogo simbolo per molti anni di integrazione, di accoglienza; terra del sogno per tutti. I nazionalismi, un fenomeno in netta espansione, stanno caratterizzando la follia del non essere. E’ il frutto forse della non sopportazione del Villaggio Globale; un luogo oramai dove tutti stanno stretti. Un luogo dove manca lo spazio dell’individualismo, occupato dalla coesione sociale. Insomma, cancelliamo la nostra storia; proviamo a negarla. Magari ci riusciamo anche. In verità qualcuno ci ha già provato in passato. Un falso le deportazioni ed il genocidio del popolo ebraico; un falso anche i gulag e le deportazioni sovietiche in Siberia. Già che ci siamo, neghiamo pure lo sterminio dei nativi americani, gli indiani, operato dai conquistatori europei. Non c’è limite alla stupidità dell’uomo. No. A questo punto è chiaro che, anche Cartesio, raccontava un sacco di frottole. Cartesio, ritenuto fondatore della matematica e della filosofia moderna, individua in ogni uomo una caratteristica di fondamentale importanza che lo eleva al di sopra di tutto il creato, vale a dire la sua capacità di ragionamento. L’uomo, secondo Cartesio,  “è dotato di un corpo simile a una macchina perfetta, incomparabilmente meglio ordinata, che ha in sé movimenti più meravigliosi di qualsiasi altra tra quelle che gli uomini possono inventare; e anche di un cogito, quella capacità di autocoscienza che lo porta a compiere azioni secondo la sua volontà, che gli dà la possibilità di provare emozioni autentiche, e di scegliere come impostare la sua vita, senza considerare, però, il sempre presente imprevisto, quasi mai preso in considerazione”. Frottole. Cartesio non aveva considerato gli americani. La statua di Colombo che vacilla, in queste ore è quella eretta a New York. L’ultima decisione ora spetta al sindaco Bill de Blasio. Un americano con origini italiane. Quando la sorte si accanisce!