Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Lavoro – Donne piu’ discriminate ma crescono le imprese “rosa”

redazione

La disoccupazione femminile in Italia è tra le più elevate d’Europa, tante donne non riescono a rimanere occupate dopo aver avuto un figlio e siamo ancora lontani dalla parità salariale. In questo scenario negativo spicca però una tendenza decisamente opposta: l’imprenditoria femminile cresce moltissimo ed è cresciuta soprattutto dall’inizio della crisi ad oggi. Sono oltre 35mila le nuove imprese avviate nell’ultimo anno dalle donne e rappresentano il 65% dell’incremento complessivo, rivelandosi anche le più giovani, multiculturali e predisposte all’innovazione. “La discriminazione di genere nel mercato del lavoro si esplicita in una serie di atti e mancanze da parte di tutti gli attori economici e istituzionali che finiscono per penalizzare fortemente le donne che si impegna nel lavoro. Questo riguarda tutti i settori, da quelli sociali, come per esempio gli asili, al credito che risulta essere più avaro nei confronti delle donne che invece sono statisticamente più puntuali nel rispetto degli impegni finanziari. Un ruolo per sciogliere questi nodi non possono non averlo la pubblica amministrazione e la politica. Nello stesso tempo le storie di successo che abbiamo ascoltato in questo convegno sono la dimostrazione che la tenacia e la forza delle donne è in grado di rompere il soffitto di cristallo che perlomeno nel mondo imprenditoriale comincia ad incrinarsi. Come parlamentare e come politico sento forte il dovere di impegnarmi anche con Campo Progressista per far sì che quel soffitto si rompa”. Così Mario Catania di Campo Progressista, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo a conclusione dell’evento “Inventarsi un lavoro. Imprenditoria femminile in tempo di crisi” che si è tenuto nei giorni scorsi a Montecitorio. L’obiettivo del convegno è stato dar voce sia alle donne che sono riuscite a mettere a frutto il loro progetto imprenditoriale sia a quelle che invece hanno incontrato difficoltà, anche insuperabili e, quindi, di analizzare i vincoli ed i problemi per trovare le soluzioni che possano consentire un ulteriore sviluppo dell’imprenditoria femminile nel nostro Paese. Le storie d’impresa sono state raccolte tramite una call aperta e selezionate in modo da offrire il più vario campione possibile. Di particolare interesse l’intervento di Alberta Parissi della Camera di Commercio di Roma che ha evidenziato come “il tasso di occupazione femminile in Italia registri il secondo livello più basso nell’Unione Europea: 48,1%. Peggio di noi solo la Grecia”. Aggiungendo però che “secondo i dati dell’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere-Infocamere, in Italia le imprese guidate da donne hanno raggiunto, alla fine del 2016, un milione e 321.862 unità. La provincia di Roma è prima in Italia per numero di aziende a guida femminile: il loro è un universo costituito da oltre 98mila imprese (98.595 al 31 dicembre 2016), pari al 7,5% delle imprese femminili italiane. Le imprese in rosa sono cresciute nell’ultimo anno: oltre 2mila unità in più a Roma e provincia ad un valore maggiore rispetto a quello della base imprenditoriale complessiva. Eva Barrera ha poi raccontato la sua storia e di come sia riuscita con l’associazione tutta al femminile “Female Cut” ad aprire all’interno della casa internazionale delle donne un coworking con area baby care dedicato alle neomamme. Nel settore bio Arianna Vulpiani ha condiviso la sua esperienza con il progetto “Bio Farm Orto” con il quale si affittano orti coltivati di piccola metratura e dove l’affittuario si occupa solo della raccolta dei frutti. Sempre per il settore agroalimentare è intervenuta Maria Letizia Gardoni delegata nazionale di Giovani Imprese di Coldiretti responsabile della gestione operativa e commerciale dell’azienda di cui è titolare, ed in particolar modo della pianificazione e realizzazione di tutte le fasi produttive, fra cui la “policoltura ma-pi”, realizzata in collaborazione con l’Università politecnica delle marche Facoltà di Agraria. Maria Gioia Cinquetti titolare de “Le vigne di Moretto” ha sottolineato come “l’inesperienza, la giovane età mi hanno penalizzato, nonostante un titolo di studio importante sono dovuta ricorrere a terzi per consulenza e aiuti in campo. Non è facile far quadrare il bilancio con siccità, maltempo, carico burocratico, ingiustizie del mercato e una famiglia che richiede le giuste attenzioni”. Hanno partecipato all’evento Alberta Parissi, Osservatorio imprenditoria femminile di Unioncamere, Eva Barrera, I love mum, Francesca Pansadoro, Organizzare Italia, Maria Letizia Gardoni, Coldiretti Impresa Donna, Maria Gioia Cinquetti, Le vigne di Moretto, Arianna Vulpiani, Bio Farm Orto, Maria Cristina Orsini, Holerilla, Maria Cristina Bertellini, Confindustria, Consiglio Centrale Piccola Industria, Silvia e Alberta Mandara, Mozzarella di bufala Mandara, Candia Castellani, Scuola di illustrazione di Scandicci.