Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’anno che verrà. Riflessione con il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca.

di Lorenzo Peluso.

Che anno sarà il 2018? A sentire 31 economisti statunitensi, interpellati da Bloomberg, sarà l’anno della prossima recessione americana. In sostanza, se mai la previsione dovesse rilevarsi esatta, il prossimo anno sarà un anno di crisi globale. Abbiamo fatto una riflessione con il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca. “Sul piano internazionale non possiamo non tener conto del fatto che l’euro avanza sostenuto anche dalla ripresa europea. Il biglietto verde, il dollaro dunque, continua invece a perdere terreno nei confronti delle principali valute e si appresta a chiudere l’anno peggiore dal 2003. Le analisi di mercato di medio periodo indicano che il calo del dollaro continuerà anche nel 2018. le stime parlano di un dollaro che arretrerà di un ulteriore 2%. In realtà, per i più pessimisti la flessione potrebbe spingersi anche fino al 5,5%. Questi dati, se pur appaiono preoccupanti, per un mercato come quello italiano, che punto tutto o quasi sulla qualità dei nostri prodotti molto appetibili all’estero, può viceversa rappresentare un punto di svolta per la definitiva uscita dalla crisi” afferma il direttore de Luca.

In tutto questo però non possiamo non considerare il ruolo dell’Italia nel contesto europeo. “Il valore e la crescita dell’euro nei confronti del dollaro è frutto certo della politica monetaria della Bce, che certamente nel 2018 continuerà  a sostenere la ripresa fino a quando l’inflazione non salirà e non sarà in grado di sostenersi anche in situazioni delicate come nel nostro Paese. La grande occasione per il rilancio della nostra economia è data proprio dalla debolezza della valuta statunitense che apre definitivamente il nostro export ad are come l’Asia ed il Sud America. In America intanto la Fed in dicembre ha alzato i tassi di interesse per la terza volta nel 2017. Il risultato è stato ancora una volta il calo ininterrotto del dollaro. Insomma, è evidente che la politica monetaria della Bce ha il solo obiettivo della stabilità dei prezzi, mentre la Fed non solo mira alla stabilità dei prezzi ma anche alla massima occupazione. Questo ha prodotto in America certamente un mercato del lavoro vicino alla piena occupazione, dall’altro lato però ha bloccato i prezzi che restano al palo. La maggiore flessibilità dell’euro in tutto questo può garantire viceversa una vera aggressione del mercato internazionale delle merci europee e dunque anche italiane. Mi verrebbe da dire, anzi, soprattutto italiane” ha aggiunto De Luca.

Dunque le prospettive per l’Italia sono positive? Il 2018 per l’Italia è il quarto anno di debole, certamente, espansione economica. In teoria si dovrebbe approcciare il consolidamento strutturale del sistema economico. L’unica vera incognita, che dobbiamo affrontare sono le elezioni politiche di primavera. In realtà, se, come mi auguro, non ci sarà instabilità amministrativa, il percorso di consolidamento della crescita non subirà particolari flessioni. Nell’ipotesi di una mancanza di maggioranza politica chiara e netta, l’unica speranza è nel tempo. Mi spiego meglio. le elezioni a marzo, daranno il tempo per risolvere una crisi politica che potrà durare al massimo due mesi. Quindi avremmo comunque almeno sei mesi di operatività di governo che garantirà una stabilizzazione dell’economia. questo almeno credo sia l’auspicio. poi, la politica e l’economia possono riservare strane ed inaspettate sorprese, in verità più la politica. Fare previsioni è sempre difficile, come disse il Nobel per la Fisica Niels Bohr, ma lo è soprattutto se riguardano il futuro” ha affermato il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo de Luca.

Se proviamo a guardare più da vicino la piccola economia locale, cosa succederà nel 2018? “Io sono molto fiducioso su quanto accadrà nel 2018. In realtà le previsioni dell’Istat sull’economia italiana nel 2017 e 2018 hanno confermato la crescita del Pil nel 2017 a +1,5% con un decimale di scostamento per il 2018. Una crescita che potrebbe riflettersi anche sulla piccola economia locale a patto che si investa in tecnologia e in digitalizzazione. Occorre credere nel mercato che offre grandi opportunità soprattutto per i prodotti di alta qualità. La piccola impresa, soprattutto nel Mezzogiorno, quindi anche in aree come il basso salernitano, devono puntare sull’eccellenza del prodotto. la riqualificazione della manodopera, spingendo sulla qualità professionale e sulla visione innovativa dei giovani e brillanti studenti, può offrire il giusto connubio con l’esperienza e la tradizione. Insomma, occorre puntare su nuovi prodotti che mantengano però salda la qualità del prodotto di nicchia. Tanto che si parli di artigianato,che di agricoltura, occorre investire in innovazione. A tal riguardo, non a caso, il nostro piano di investimenti e supporto alla crescita locale, ci ha fatto immaginare la messa a disposizione di fondi dedicati alle nuove imprese ed al supporto di nuovi progetti imprenditoriali. Nel contempo garantiamo però il necessario supporto alle famiglie con linee di credito agevolate e personalizzate. Noi, come banca del territorio investiamo e crediamo nella terra dove operiamo e viviamo. Il nostro futuro è legato in modo imprescindibile al futuro del territorio. ecco perché puntiamo tutto sulle famiglie e sulle piccole imprese che lavorano ed affrontano insieme a noi la sfida del cambiamento, restando ciò che siamo e sforzandoci nel migliorare la realtà in cui operiamo. Auguri di buon anno a tutti quindi, a tutti coloro che con noi credono nel Sud, nella famiglia e nel lavoro” ha concluso il direttore De Luca