Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’amore senza misura di Teresa

di Lorenzo Peluso.

“La misura dell’amore è amare senza misura” diceva Sant’Agostino. Occorre capire quanto amiamo per comprendere cosa siamo. Occorre capire chi amiamo per avere consapevolezza di cosa siamo. Occorre conoscere cosa amiamo per essere certi di aver vissuto senza misura. Teresa amava, senza misura, il mondo che la circondava. Donava il suo amore senza pretese. Teresa se n’è andata in silenzio; senza chiedere nulla.
E’ andata via così come ha vissuto; nella consapevolezza che l’amore è il motore che muove il mondo. A noi che l’abbiamo amata, forse non quanto e come meritava, ha lasciato l’esempio della sua vita dove “la misura dell’amore è stato amare senza misura”. Ha amato la sua famiglia; senza misura. Ha amato e si è donata alla nostra comunità; senza misura. Ha amato i suoi amici; li ha fatti sempre sentire parte della sua vita. Ha amato il presente guardando sempre al futuro, senza dimenticare il passato. Per chi non ha avuto la fortuna di incontrarla, di capirla, di conoscerla, forse può essere utile ricordare alcuni, pochi, momenti che la nostra comunità ha vissuto grazie alla sua presenza. L’incontro tra Teresa e Suor Lorenza Baggio, nel 1994, segna una svolta nella vita sociale della nostra comunità. Nacque il “Gruppo famiglia”. Un solo scopo, null’altro: coinvolgere i giovani in attività sociali volte a dare sollievo e coinvolgere le persone anziane, le famiglie in attività culturali e di solidarietà. Teresa fu individuata tra i fondatori per il ruolo di presidente. Nessuno più di lei possedeva la determinazione, la volontà, la capacità e lo spirito di sacrificio per aggregare un gruppo di persone di buona volontà che avevano deciso di dedicarsi agli altri. Prese via così il “Presepe vivente”. Per tre edizioni nel cuore del centro storico con grande partecipazione. Nel silenzio e nella discrezione, con l’avvicinarsi delle festività, Teresa si rese promotrice di un appuntamento che divenne consuetudine. La visita, con piccoli doni, a persone che avevano bisogno di sollievo ed aiuto. Nel frattempo, la sua passione per la cultura e le tradizioni, spinsero il “Gruppo famiglia” a realizzare due edizioni del calendario di Sanza. Una ricerca dettagliata ed approfondita della storia locale, dei costumi, del linguaggio, delle immagini; i detti e le ricette persino. Uno scrigno di ricordi e valori da conservare e tramandare. Sulla stessa scia nacque anche una piccola guida di promozione turistica. Ma fu la dedizione verso i nostri nonni, gli anziani, con la grande intuizione della “Festa dell’Anziano” che il “Gruppo famiglia” probabilmente segnò una tappa fondamentale nella crescita della comunità locale. Un appuntamento annuale con il teatro, le danze, le canzoni popolari, dove i protagonisti sono stati i nostri nonni. Fu questo che favorì anche la nascita di un altro grande momento di condivisione sociale: “il Coro Sinfonia di voci”. Nel frattempo, per i più giovani, si organizzava la maratona estiva; un momento di sport e di partecipazione che ha lasciato un ricordo indelebile nella nostra comunità. La fede, la famiglia, i problemi sociali, l’amore, restavano però punti saldi nell’azione del “Gruppo famiglia”. Alla vita di coppia fu dedicata la giornata del 6 agosto di ogni anno quando, presso la casa canonica, il Gruppo incontrava le coppie che durante l’anno festeggiavano le nozze d’argento. Un momento di condivisione sociale dei valori del matrimonio e della famiglia. Un modo unico di fare vita di comunità. Un modo per creare l’occasione di mettersi in gioco e scoprirsi, ad esempio attori. basti pensare al successo delle varie edizioni di “Teatro sotto le stelle” a piazza Plebiscito o le edizioni del “Matrimonio di Carnevale”. Sarebbe finanche stucchevole continuare ad elencare le iniziative promosse dal “Gruppo famiglia” sotto la spinta propulsiva della nostra Teresa. Iniziative che forse non sono mai state comprese appieno. Troppo distratti dal nostro ego e dalla cattiva abitudine di pensare che chi fa, chi si mette in gioco, lo fa sempre per qualche interesse, abbiamo perso di vista che l’unico scopo di quelle iniziative era creare spirito di partecipazione e di condivisione. Lo spirito di una comunità che si fonda sulla famiglia, un’unica grande famiglia. Tutti insieme, adulti, giovani, anziani, bambini, con la voglia di incontrarsi, divertirsi, crescere, confrontarsi. Una comunità fondata sull’amore per il prossimo. Un modo di amare, senza misura, che per Teresa era uno stile di vita. Un grande insegnamento che oggi diviene l’essenza del ricordo, del dolore per la scomparsa di un modello di vita, della consapevolezza della fortuna di averla conosciuta ed apprezzata. La consapevolezza però di non aver fatto abbastanza; perché tanto ancora c’è da fare in questa comunità, oggi più che mai, bisognosa di persone come Teresa.