Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’amore di un soldato russo per l’Afghanistan. La storia dello sceicco Abdullah

di Lorenzo Peluso.

Questa è la storia di uomo che si è innamorato dell’Afghanistan. Aveva solo 22 anni quando arrivò ad Herat, nella zona occidentale del paese degli aquiloni. Era un soldato russo che l’armata sovietica spedì a combattere i Mujahideen. Era il 1979. Bakhredtin Khakimov era una gente dell’ intelligence della ex Unione Sovietica, nel 1980 in un’imboscata nel distretto di Shindand  fu gravemente ferito e catturato dai Mujahideen. Curato e poi incarcerato ad Herat, dopo il ritiro dei sovietici nel 1989, da uomo libero, decise però di restare in Afghanistan. Lo chiamano tutti sceicco Abdullah, questo il suo nome dopo la conversione all’islam. Un amore smisurato per quella terra martoriata. Qui Khakimov ha incontrato una donna di cui si è follemente innamorato. Sposato ora è padre di una ragazza. Sono trentotto anni che non torna in Russia. Mai più fatto ritorno in patria. In realtà per molti anni la sua famiglia in Russia lo ha cercato arrivando persino ad andarlo a cercare ad Herat. Per molto tempo gli hanno chiesto di tornare. Poi circa dieci anni fa ha completamente tagliato i ponti con il passato, perso ogni contatto con la sua famiglia. “La mia casa è in Afghanistan; no, non ho nessun rimpianto. Qui ho trovato la mia vita e nella conversione all’Islam ho trovato l’essenza della mia esistenza” così dice. La sua vita ora è immersa tra i cimeli ed i ricordi custoditi nel museo memoriale della Jihad  ad Herat dove lavora. Qui lo rispettano tutti, nonostante tutti sanno bene che quello che viene chiamato come lo sceicco Abdullah in realtà è un russo, uno di quei russi che ancora sono odiati e detestati dal popolo afghano. “E’ un uomo buono, per molti anni, dopo essersi convertito all’Islam ha studiato leggendo libri islamici. E’ una fonte di sapere” così afferma la moglie Jamil, nel mentre lo guarda fisso negli occhi. In realtà è proprio così che appare lo sceicco Abdullah. Un uomo fiero, soddisfatto, felice. Una terra che conquista l’anima l’Afghanistan. Forse è questa la spiegazione al fatto che nella provincia di Herat attualmente sono almeno quattro gli ex soldati sovietici che dalla ritirata di 28 anni fa dell’Armata rossa, pesantemente sconfitta dai Mujahideen , non hanno mai fatto ritorno in Russia.