Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Lagonegro (PZ), domani due appuntamenti con la rassegna “Zero in Condotta”

redazione

Una Gomorra nel brox romano, ma potrebbe essere  ambientata in una qualsiasi  periferia del mondo. Un film duro che disturba e non pacifica. Scorre lungo quella sottile linea di demarcazione tra il bene e  il male e risucchia lo spettatore  negli inferi di un transito giovanile, destinato a non trovare la via di uscita. E’ “La terra dell’abbastanza”  (2018), eccellente esordio  dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo, lo scorso anno presentato  al Festival di Berlino (con un’ acclamazione unanime da parte della critica internazionale) e vincitore di tre “Nastri D’Argento” . In proiezione il 2 febbraio al Nuovo Cinema Iris (ore 8.30),  nell’ ambito “di Zero in condotta”, rassegna di cinema a tematiche giovanile e  promossa per le scuole dal Gal – “Cittadella del Sapere”, la pellicola è una zoomata su un quartiere dormitorio di Roma: Mirko  e Manolo frequentano l’istituto alberghiero e la loro vita è  quella  di due normalissimi ragazzi  della loro età. Una notte investono mortalmente un uomo  e, invece di soccorrerlo, fuggono. Questa tragedia si trasformerà per i due ragazzi in un colpo di fortuna. Una fortuna, però, solo apparente,  l’uomo investito è un pentito della mala romana in fuga dal suo mondo fuorilegge. Manolo  e Mirko  per premio vengono  ingaggiati dal boss della banda che braccava l’uomo morto e a loro affida il compito di portare a termine altri  crimini. In compenso ottengono rispetto e tanto denaro. Il facile guadagno si rivelerà – dentro una narrazione di parole ruvide ma  vere –  solo  “un biglietto  d’entrata per l’inferno  scambiato  per un lasciapassare verso il Paradiso”.  Dopo il film dei fratelli D’Innocenzo  verrà presentato  “Offside” (2007)  del regista iraniano dallo sguardo rosselliniano, Jafar Panahi .Teheran: mancano pochi istanti al calcio d’inizio della partita di qualificazione  ai mondiali per l’Iran. Migliaia di tifosi si recano al match, ma alle donne non è concesso entrare.  A un passo dallo stadio una ragazza viene arrestata insieme ad altre  tifose, tutte travestite da uomini che cercano di intrufolarsi. I soldati che le arresteranno si ritroveranno a confrontarsi con una realtà a loro  del tutto oscura. Uno dei più bei film degli ultimi vent’anni da cui si può capire  perché i film di Panahi  hanno  fatto sempre paura  ai regimi di Teheran.