Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La visione diversa di Pasquale Persico, della gestione degli spazi e dei luoghi della città di Salerno .

di Lorenzo Peluso.

Salerno – Quando la movida da opportunità economica diventa un problema per i residenti delle città, si impone un ripensamento generale della pianificazione dell’assetto urbano. Ne sono convinti i referenti del Coordinamento Nazionale Anti Movida Selvaggia. Il tema della movida selvaggia è un fenomeno che coinvolge, in una particolare battaglia di civiltà, così la definiscono, 23 città italiane che raccolgono nel loro insieme più di 50 realtà associative.
L’economista salernitano Pasquale Persico, vent’anni fa assessore allo sviluppo nell’amministrazione comunale di Salerno, da anni, propone una visione diversa della gestione degli spazi e dei luoghi della città. “In tutte le città in crescita, la popolazione presente è sempre maggiore della popolazione residente negli ambiti quindi c’è necessità di un diverso pensiero sul valore della città – afferma Persico – in tema di movida, era il 1995, si era già pensato ad un piano specifico che prevedeva l’individuazione di sei ambiti commerciali, segnati da sei colori, dove proporre attività di animazione del commercio e della ristorazione, a turni settimanali, in modo da creare significativi motivi di direzionalità dei flussi, verso aree diverse della città, evitando quindi che il vantaggio dei flussi si concentrasse su una sola area. La nascita del progetto di movida, la creazione dunque di zone dove la liberalizzazione del commercio e dell’accoglienza da ristoro, fosse mosso dall’idea di cambiare l’identità dei luoghi che erano degradati, insicuri e senza valore immobiliare, era un obiettivo strategico per Salerno. La liberalizzazione avrebbe moltiplicato i flussi verso quelle aree fino a ristrutturare il basement dei palazzi mentre l’amministrazione avrebbe curato i nuovi spazi pubblici. Un progetto che dove è stato applicato ha concretizzato l’aumento del valore immobiliare, ha attratto nuovi residenti che si sono ripresi il centro storico abbandonato ed ora ristrutturato. Ma il progetto, non si è concretizzato nella sua visione più ampia, dunque la concentrazione ora produce problemi”. La visione di Persico nasce da un’approfondita analisi dei fenomeni sociali che, nelle città vivaci, nelle città degli studenti, creano difficoltà oggettive di controllo dei flussi che spesso rispondono ad impulsi diversi, magari imposti dai social network. “In definitiva per Salerno urge un monitoraggio delle ragioni dei flussi – aggiunge Persico – monitoraggio che aiuta a capire come prevenire o mitigare i rischi. Attenzione però, perché la città tranquilla per i residenti è un’utopia realizzabile solo nelle città in declino a residenzialità in diminuzione e flussi in diminuzione. E’ auspicabile invece che la città dei flussi, fino alla città liquida, abbia la capacità di offrire una stanzialità di attività per persone e per occupati fino a provocare anche le ragioni di una residenza in crescita” conclude Persico.