Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La visione di chi non si ferma, di chi non si arresta. Di chi ha il coraggio di andare e guardare oltre il limite del conosciuto.

di Lorenzo Peluso.

Cosa ci lascia in eredità Sergio Marchionne? L’esempio, certamente, l’abnegazione, ma soprattutto il coraggio di osare. “Il miglioramento continuo è una parte fondamentale della nostra cultura”. Questo è uno dei passaggi più belli del suo discorso pronunciato lo scorso 1 giugno a Balocco, nell’ambito del Fca Capital Market day, per presentare il nuovo piano del gruppo. Un piano presentato utilizzando anche una frase di Hemingway: “Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a qualcun altro, la vera nobiltà è essere superiore a chi eravamo ieri”. “Le parole di Hemingway – aveva spiegato – rispecchiano perfettamente il nostro modo di essere diversi. Il miglioramento continuo è parte fondamentale della nostra cultura. Non vivremo mai lo stesso giorno due volte, perche’ sappiamo che è sempre possibile migliorare qualcosa”. Parole belle, profonde che offrono una visione. La visione di chi non si ferma, di chi non si arresta. Di chi ha il coraggio di andare e guardare oltre il limite del conosciuto. “Non ci adageremo mai sugli allori dei risultati raggiunti perché l’unico approccio che conosciamo è quello di guardare sempre avanti, per raggiungere traguardi nuovi e più alti. Il nostro obiettivo ultimo, il vero traguardo, è quello che dobbiamo ancora raggiungere”. Sergio Marchionne dunque era un uomo visionario, un coraggioso arrogante ed antipatico che per tutto questo però ispirava ammirazione. La sua visione di vita coincideva con i grandi risultati che si possono raggiungere se davvero ci crediamo.  “La capacità di raggiungere i nostri obiettivi, ogni volta. Questa è l’eredità che possiamo essere orgogliosi di lasciare a chi verrà dopo di noi”. Un modello dunque di filosofia di vita, che incarna la speranza per il futuro che non passa dalla sorte, ma dall’impegno, ogni giorno. Nell’agosto 2016, all’Università Luiss di Roma, Sergio Marchionne, tenne un accorato discorso agli studenti universitari e a coloro che avevano partecipato alla Rotman European Trading Competition, la competizione di finanza applicata tra squadre universitarie europee. In occasione della premiazione Marchionne disse agli studenti: “L’efficienza non è e non può essere l’unico elemento che regola la vita. C’è un limite oltre il quale il profitto diventa avidità e chi opera nel libero mercato ha il dovere di fare i conti con la nostra coscienza”. “Siate come i giardinieri: investite le vostre energie in modo che qualsiasi cosa facciate duri una vita intera e anche di più”. Marchionne, forse perché aveva vissuto l’esperienza dell’andare oltre, anche oltre i confini nazionali per affermare la sua visione del mondo, voleva quindi ispirare i giovani a non fermarsi. All’Università di Trento, invece, in occasione della laurea ad honorem in ingegneria industriale, Marchionne disse: “Cercate da soli la vostra strada, cambiatela tutte le volte che volete, seguite i vostri sogni. Non lasciate che l’educazione, le abitudini, i vostri stessi preconcetti diventino una prigione. Abbiate sempre il coraggio di cambiare voi stessi, le vostre idee, il vostro approccio, il vostro punto di vista, perché è l’unico modo per cambiare … le cose che non vanno e per migliorare la vostra vita e quella di tanti altri … Pensate a quale impronta volete lasciare, a quale differenza volete fare”. Ecco, in queste parole la grande eredità spirituale e di vita che Marchionne lascia ai giovani del nostro Paese.