Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La Turchia prova ad invadere il territorio siriano contro i curdi

di Lorenzo Peluso.

Erdogan ha annunciato ieri che l’operazione nel Nord-est della Turchia è incominciata. Fonti curde hanno riportato che ci sono stati bombardamenti aerei in aree civili. L’operazione è stata portata avanti nonostante il dietrofont del presidente Usa Donald Trump il quale prima aveva annunciato un disimpegno nell’area dando mano libera alla Turchia per attaccare la zona curda (dopo che i curdi hanno combattuto l’Isis) per poi cambiare idea ieri. Dura la reazione internazionale. Gli Stati uniti non hanno dato “luce verde” all’offensiva della Turchia nel Nord della Siria. Lo ha detto il segretario di stato Usa Mike Pompeo difendendo la decisione del presidente americano Donald Trump di ritirare le truppe Usa dall’area di confine. Pompeo ha ribadito che la decisione di Trump è stata corretta e ha sottolineato che la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza” e “una minaccia terroristica nella zona meridionale”. Pompeo ha però detto con decisione che “gli Stati Uniti non hanno dato luce verde alla Turchia”, si tratta di notizie “false”. Ieri a Roma il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha chiesto alla Turchia di  non destabilizzare ulteriormente la regione e di evitare altre sofferenze ai civili. In una conferenza stampa congiunta con il premier italiano Giuseppe Conte, Stoltenberg ha detto inoltre di sperare che qualunque iniziative turca e nel nord della Siria sia “proporzionata e misurata” e non comprometta la lotta all’Isis, che continua a rappresentare una grande minaccia terroristica in Medio Oriente ma anche per i Paesi Nato. “E’ importante evitare azioni che possano ulteriormente destabilizzare la regione e causare ulteriori sofferenze umane” ha detto Stoltenberg, che ha preannunciato per venerdì un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Istanbul. “Spero che qualunque iniziativa turca nel nord della Siria sia proporzionata e misurata”, ha aggiunto. Intanto in nottata il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha fatto sapere che alcuni militanti dell’Isis detenuti in Siria e ritenuti tra i più pericolosi, sono stati trasferiti in un luogo sconosciuto affinché possano essere tenuti sotto controllo durante l’offensiva militare turca contro i curdi in corso nel nordest del Paese. Migliaia di combattenti del sedicente Stato islamico sono stati catturati in Siria dai curdi, alleati degli Usa ma considerati da Ankara alla stregua di terroristi.