Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La Turchia pronta per l’operazione in Siria

di Lorenzo Peluso

L’esercito turco continua a schierare uomini al proprio confine sud est con la Siria, in vista di una imminente operazione militare a est del fiume Eufrate. In base a quanto riferiscono i media turchi un convoglio di 130 mezzi blindati ha raggiunto il confine di Akcakale, nella provincia di Urfa, molto vicino alla città curda di Kobane, situata pochi chilometri oltre confine.Si apprende intanto che una serie di raid di artiglieria sono stati compiuti contro le postazioni curde. Sul fronte geopolitico la decisione “più problematica” è quella presa dagli Stati Uniti. “Abbandonare la Siria e lasciare gli alleati più fedeli alle mercè dei loro nemici avrà conseguenze notevoli. Chi mai più si fiderà degli Stati Uniti come alleato da appoggiare? In tutto questo l’Europa continua a essere assente, “avendo una politica estera che stenta a decollare se non sulla base di interessi puramente nazionali”. Non è escluso che sarà lo stesso presidente turco a chiamarla in causa. “Il suo piano per la zona che occuperà è di trasferirvi i milioni di rifugiati siriani che attualmente si trovano in Turchia. Il piano costa 27 miliardi e probabilmente Erdogan vorrà che l’Europa paghi, avendone fatto ormai il proprio bancomat”. Contemporaneamente le milizie curde hanno ribadito che “risponderemo a qualsiasi tipo di attacco, ci difenderemo. Come forze democratiche curde ci siamo fondati per questo, difendere il nostro popolo. Come abbiamo risposto all’Isis sarebbe lo stesso anche contro un attacco dello Stato turco”. “Se la Turchia interverrà sul nostro territorio – ha aggiunto Dalbr Issa, comandante delle Ypj, le unità femminili delle milizie curde nel nord della Siria – sarà un tradimento”