Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La tratta degli esseri umani nella silenziosa Serbia.

di Lorenzo Peluso.

Esiste un corridoio, un varco, che porta al cuore dell’Europa. Un varco dove non esistono regole, dove però almeno non si rischia di morire annegati nel Mediterraneo. E’ la Serbia, porta ad oriente dell’Europa tanto desiderata da milioni di profughi che scappano da guerre e carestie. Il paese balcanico dove tutto o quasi è ancora possibile, al momento conta almeno 4100 rifugiati registrati. Alcune migliaia però sarebbero i clandestini in attesa di lasciare la Serbia. Nel mentre però altre migliaia, giorno dopo giorno, arrivano da Medio Oriente, Africa e Asia. E’ un grande affare per le mafie balcaniche la tratta degli esseri umani. Non è neppure difficile sviluppare questo commercio dove i controlli sono pochi e dove la corruzione è una consuetudine. Dunque non è difficile per i trafficanti nascondere le persone, spesso bambini, nelle intercapedini dei camion in transito o tra le merci evitando ogni ‘ispezione. Un’indagine recente del Dipartimento di Stato Americano indica in quasi tre milioni gli individui all’anno, di cui il 35 per cento di età inferiore ai 18 anni, vittime della tratta di esseri umani nel Balcani. Un commercio alimentato dalla migrazione di popoli asiatici e africani che si è aggiunto al già fiorente traffico di donne, canalizzate alla prostituzione, che di suo aveva già una redditività molto alta. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite sulla droga e il crimine nei Balcani la tratta di persone è uno dei business più redditizi d’Europa, con fiumi di danaro che sfiorano i due miliardi e mezzo di euro ogni anno. Nei bordelli di Amsterdam, di Francoforte, di Zurigo, vivono migliaia di giovani donne che nei Balcani possono essere “acquistate” per cifra che vanno dai 500 e i 5mila euro. Lo sfruttamento di queste giovani alla prostituzione producono redditi di milioni di euro all’anno. Ora l’Ufficio anti-contrabbando delle Dogane serbe ha intensificato le ispezioni e i controlli dei veicoli in transito. Per scongiurare un attacco diplomatico sulla questione Nebojsa Stefanovic, vice Primo Ministro serbo e Ministro degli Interni, si è affrettato a riferire che “le migrazioni saranno presenti per molti anni, le persone verranno in Europa, arriveranno in altri Paesi; sono sicuro che solo attraverso la cooperazione reciproca e assicurandoci, ovviamente, che non si permetta al crimine organizzato o al terrorismo di far parte di queste migrazioni, si farà in modo di mantenere la sicurezza del nostro Paese”. Una richiesta esplicita di aiuto all’Europa dei sordi che nel frattempo tollera lo sfruttamento della prostituzione, in modo legalizzato, quindi producendo redditi elevati anche per gli stessi Stati.