Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La ‘transumanza’ dei senza gloria.

di Lorenzo Peluso.

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Verrebbe da sorridere se non fosse che la questione è tanto seria che viceversa si dovrebbe piangere. La politica in Italia è una vera e propria barzelletta, la cosa più grave però è che i cittadini accettano in modo supino ogni cambiamento, anche quelli del tutto radicali, di idee e di appartenenza, e smarriscono la memoria quando poi si trovano nel segreto dell’urna, quando in realtà potrebbero davvero dimostrare quel disprezzo necessario per coloro che insultano se stessi prima, oltre che le idee chiamati a rappresentare. Quella attuale è una legislatura da record, non certo per la qualità, ma di certo per la presenza dei cosiddetti “migranti dei partiti”. Tra i 297 cambi di casacca registratisi alla Camera da inizio Legislatura, e i 229 del Senato, si è raggiunta infatti la cifra record di 526 ‘transumanze’. A rilevarlo è un calcolo pubblicato di recente da Openpolis, secondo cui Camera e Senato hanno viaggiato ad una media di circa 10 cambi di gruppo al mese, “un dato due volte superiore a quello della scorsa legislatura, quando i cambi al mese erano poco più di 4”. Prima della pausa estiva, ci sono stati 20 cambi di gruppi, il 50% dei quali ha visto parlamentari entrare – e a volte ritornare – in Forza Italia. La ripresa dei lavori ha confermato questo trend e l’ultimo parlamentare, in ordine di tempo, ad aver compiuto giravolte tra un partito e un altro è l’onorevole Gianfranco Sammarco, riapparso in Forza Italia dopo un lungo periodo di permanenza in Alternativa popolare. Il record assoluto di giravolte appartiene al Senatore Luigi Compagna, passato per Misto, Gal, Ap, Gal, Ap, Gal, CoR, Misto, Gal e infine approdato (almeno per ora) in Federazione della Libertà.  Nel corso di questa XVII Legislatura, i cambi di casacca non hanno risparmiato nessun partito. Tutti ne sono stati vittime, subendo importanti scissioni interne. Con la nascita di Articolo 1 e la scissione dei bersaniani dello scorso febbraio, il Pd ha subito una fortissima emorragia con la perdita di 22 deputati in un colpo solo. Non è andata meglio al centrodestra, dove lo scontro tra Berlusconi e Alfano ha portato alla nascita del Nuovo centrodestra (ora Alternativa popolare). Il Movimento 5 Stelle è l’unico partito ad aver subito perdite (21) senza che ad esse abbiano corrisposto nuove entrate. E’ evidente che l’emorragia dei grandi partiti ha dato spazio alla nascita di nuove, piccole entità, il che ha rivoluzionato lo scenario rispetto alle politiche del 2013. Questo continuo via vai di deputati da un partito ad un altro, non può che avere conseguenze negative sulla relazione tra cittadini e parlamentari. La fiducia degli elettori nei confronti delle istituzioni subisce infatti un forte deterioramento, amplificato, appunto, dal sempre più crescente numero di cambi di gruppo.