Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La tragedia di Marcinelle, un simbolo della memoria per tutti gli emigranti italiani

di Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero.

Caro direttore, le scrivo per ricordare a noi tuitti che la tragedia di Marcinelle è diventata un simbolo e un santuario della memoria per tutti gli emigranti italiani, che hanno perso la vita sul lavoro, spesso un lavoro duro, faticoso e pericoloso. La commemorazione dei giorni swcorsi serve a ricordare, alle future generazioni, il sacrificio di tutti i lavoratori italiani, che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere, ma vuole essere anche un monito a mantenere alta la guardia sui diritti del lavoro e dei lavori, anche ai tempi della rivoluzione digitale.

Così ha scritto in una lettera al nostro giornale Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, in occasione della commemorazione della tragedia di Marcinelle.

L’8 agosto 1956 un incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier (Marcinelle – Belgio) provocò un disastro che segnò per sempre la storia dell’emigrazione italiana: 262 vittime, provenienti da 12 diversi paesi, tra cui 136 italiani. “La presenza del Sottosegretario Vincenzo Amendola e del direttore generale per le politiche degli italiani all’estero (DGPIEM) Luigi Maria Vignali, come anche dei consiglieri del CGIE e dei Comites in Belgio alle commemorazioni di Marcinelle l’8 agosto è un atto di profonda gratitudine verso le vittime e le loro famiglie, una considerazione viva e sincera che va oltre la consuetudine e rinnova la vicinanza delle istituzioni italiane alle nostre comunità nel mondo, il cui numero ha oramai superato la soglia dei cinque milioni senza dimenticare l’incerto numero dei discendenti – ha continuato Schiavone -. La tragedia mineraria avvenuta l’8 agosto 1956 nel Bois du Cazier nei pressi di Marcinelle, cittadina situata nei sobborghi di Charleroi, nella regione della Vallonia, simboleggia per gli italiani all’estero il momento più alto del sacrificio di chi è stato costretto ad emigrare per ragioni economiche e di chi, oggi, è spinto dalle nuove opportunità della mobilità facilitata e dalle nuove forme del lavoro moderno”. “Ripensare il mondo del lavoro ai tempi della globalizzazione, della società della conoscenza e della nuova rivoluzione digitale 4.0 senza perdere di vista l’essenza, che è dentro il senso delle prestazioni materiali e immateriali dei soggetti fisici e delle persone giuridiche, come anche rivedere le forme, i tempi e i diritti a sessantun anni dalla tragedia di Marcinelle, al cospetto di profonde trasformazioni sociali e tecnologiche, ci impegna a riconsiderarne la natura, il valore ed in particolare l’ambito nel quale il lavoro deve esprimersi per continuare a svolgere un ruolo preponderante nella società del futuro – sottolinea il segretario generale del Cgie -. Perciò, i diritti del lavoro vanno aggiornati per consentire ai soggetti protagonisti opportunità d’accesso e garantire tutele, come anche per permettere di governare i processi della competizione dei mercati e delle merci, ma non possono essere disgiunti dai diritti sociali e di cittadinanza, compreso quello dello ius soli per i cittadini stranieri residenti in Italia, sul quale nel nostro paese si sta discutendo in maniera accesa e controversa. Questi sottostanno ad una condizione imprescindibile di reciprocità su larga scala per vederli garantiti anche ai nostri connazionali al fine di favorirne l’integrazione nei nuovi paesi di residenza. Il richiamo a Marcinelle e alle tante Marcinelle, passate e presenti, nel mondo in cui gli italiani sono stati e continuano ad essere, purtroppo, tristemente protagonisti ci riporta alla mente che “tutti i grandi avvenimenti e i grandi personaggi della storia universale si presentano due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa”. Schiavone ha poi ricorda che sono “innumerevoli e copiosi i libri, le pubblicazioni e gli articoli di cronaca, come anche i seminari, i lavori di ricerca a livello universitario, le esposizioni fotografiche nonché le rappresentazioni teatrali e i documentari televisivi realizzati negli ultimi 61 anni per ricordare la tragedia di Marcinelle. Ultimo della serie una pubblicazione a fumetti realizzata dal Comites di Bruxelles con il sostegno della Farnesina. Una storytelling umana in cui persero la vita 262 minatori di cui 136 italiani, assieme a numerose ed identiche tragedie avvenute nei cinque continenti, che rappresenta il contributo italiano al progresso civile, sociale ed economico della nostra comunità all’estero allo sviluppo creato dalla rivoluzione industriale sfruttando le materie prime ed il lavoro fisico dell’uomo. Da ciò mosse la proposta dell’onorevole Mirko Tremaglia, all’epoca ministro degli italiani nel mondo, per promuovere la giornata dell’8 agosto quale Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel Mondo”.