Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La tragedia delle migrazioni. Il racconto di migranti del Camerun rimpatriati dalla Libia

redazione

Duecentocinquanta migranti camerunesi vittime di traffico di esseri umani in Libano sono rientrati in Camerun nella notte tra martedì e mercoledì, nel quadro di un progetto umanitario. Lo ha riferito un reporter da Yaoundé. Donne, alcune delle quali in stato di gravidanza, e uomini, in maggior parte giovani, sono arrivati all’aeroporto di Yaoundé a bordo di un aereo speciale noleggiato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), nel quadro di un progetto che incentiva il ritorno e il reintegro dei migranti del Camerun dalla Libia. Diversi di loro hanno confessato alla France Presse di avere vissuto in “prigioni” in pessime condizioni. Il loro sogno era arrivare in Europa, ma “è stato un inferno totale in Libia, non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico di andarci”, ha detto uno dei migranti, Maxime Ndong, che ha detto di aver “avuto un incubo”. “I libici non hanno riguardo per i neri, ci trattano come animali, violentano le donne, siamo ammucchiati nei magazzini, siamo stati picchiati, non abbiamo mangiato bene, non c’era acqua e riuscivamo a malapena a lavarci”, ha affermato, “Laggiù c’è il commercio dei neri, (ci sono) persone che vogliono schiavi come successe in occasione delle tratte. Vengono a comprare”, ha detto. “Se fai resistenza, ti sparano, ci sono stati morti”, ha dichiarato l’uomo, ancora, palesemente, segnato da un trauma. Ndong ha detto di aver trascorso otto mesi in Libia con sua moglie, della quale non ha notizie “da tre mesi”. “Non so se è viva o morta”, ha affermato, ricordando che era incinta quando si sono separati.