Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La tomba a cielo aperto dei jihadisti di al Baghdadi

di Lorenzo Peluso.

Calata l’attenzione mediatica dell’occidente su cosa accade in Siria e sulla fine ingloriosa dell’Isis. Dopo anni di pressione internazionale, sembra quasi non interessare più a nessuno cosa si sta verificando nelle ultime settimane in Siria.Ultimo baluardo da difendere, fino all’estremo sacrificio, per l’Isis è la città di Raqqa. Quella che una volta era la capitale del califfato imposto dai jihadisti di al Baghdadi ora non è altro che una tomba a cielo aperto per i combattenti dello Stato Islamico. Si combatte quartiere per quartiere e strada per strada pur di tenere le posizioni nella città spettrale di Raqqa. Le Forze siriane hanno riconquistato oramai il 90% della città. Resta nelle mani del califfato un’area molto circoscritta nel cuore della città.  Qui però si sta consumando un dramma umanitario con centinaia di persone, civili, anziani e bambini soprattutto, rinchiusi ed usati come scudi umani dagli jihadisti. Fonti locali confermano che è il vecchio stadio, o quel che ne resta, ad essere stato trasformato in un vero e proprio campo di concentramento. Sull’orlo della follia collettiva gli uomini del califfato potrebbero attuare azioni disperate. D’altra parte il timore dei militari dell’esercito democratico siriano è che alcuni jihadisti si nascondano fra le persone in fuga con il rischio concreto che gli stessi possano mettere in atto stragi ai posti di controllo. Una strategia ben precisa che potrebbe mietere ancora parecchie vittime. Un rischio reale che le forze siriane hanno già dovuto affrontare in aree del paese e soprattutto in Iraq. Intanto nell’altra area calda del paese, nella provincia siriana di Idlib, l’esercito turco conquista posizioni importanti. Un primo convoglio militare ha preso possesso della provincia di Idlib. Un convoglio di  una trentina di mezzi militari entrato in Siria dal varco di Bab al-Hawa. I militari turchi godono anche del supporto dei guerriglieri di Tahrir al-Sham, l’alleanza di gruppi jihadisti che comprende l’ex Al-Nusra, branca siriana di Al-Qaeda. Dunque si materializza l’accordo di spartizione del territorio siriano raggiunto il mese scorso con Russia e Iran nell’incontro di Astana. L’obiettivo sarebbe quello di creare un’area cuscinetto nella parte nordoccidentale della Siria. L’area, teatro di scontri tra i gruppi ribelli ed il governo siriano, che può contare sull’appoggio di Russia ed Iran, dovrebbe essere assegnata alla Turchia che sarebbe la prima forza militare a schierare il contingente d’interposizione. Rimangono però inesorabili le cifre: in sei anni circa di guerra in Siria, ad oggi si possono contare oltre 330.000 morti e milioni di sfollati e profughi.