Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La successione al generale Haftar, la Libia che guarda all’Europa.

di Lorenzo Peluso.

Tripoli -A circa una settimana dal ricovero a Parigi del generale libico Khalifa Haftar, sono in corso negoziati per garantire la sua successione alla testa dell’autoproclamato Esercito nazionale libico, che controlla la Cirenaica, e scongiurare una possibile escalation nella parte orientale del Paese in caso di conferma della sua morte. Nei giorni scorsi l’ex consigliere politico di Haftar, Mohamed Buisier, ha scritto sul proprio profilo Facebook di incontri in corso in Francia promossi dall’intelligence parigina. E i media libici hanno più volte riferito di colloqui che vedono coinvolti Egitto ed Emirati arabi uniti, principali sostenitori del generale. Haftar non ha mai designato un proprio vice, ma è chiaro che il generale si fida di pochissime persone del proprio entourage. Innanzitutto dei figli Khaled e Saddam, ciascuno alla guida di un reggimento dell’Esercito nazionale libico; quindi del suo capo di gabinetto, Awn al-Furjani, un fedelissimo (appartenente alla sua stessa tribù, al-Furjan) ma anche lui malato e debole, per cui escluso da un’eventuale successione. C’è poi un altro membro della tribù al Furjan, il generale Abdul Salam al-Hassi, che comanda le operazioni allo Stato maggiore, anche lui considerato un fedelissimo, tanto che nel 2016 rifiutò un incarico in seno al governo di accordo nazionale per rimanere al fianco del generale. La sua fedeltà è assodata al punto che va ricordato come, durante la rivolta del 2011, al Hassi era l’ufficiale di collegamento con la Nato. Secondo i media libici, Abdul Salam al-Hassi sarebbe l’uomo voluto da Egitto ed Emirati arabi uniti. Sul tavolo del negoziati c’è poi il nome del militare di più alto grado dopo Haftar, il generale Abdelrazik al-Nathouri. Secondo indiscrezioni della stampa libica, sarebbe l’uomo preferito dal presidente del parlamento di Tobruk, Agila Saleh, ma non gradito ad Egitto ed Emirati, tanto che la scorsa settimana è già stata smentita una sua designazione “temporanea” a capo delle forze dell’Est libico. Infine, da considerare anche un altro uomo di spicco: Fadhel al-Dib, consigliere politico di Haftar, che lo ha accompagnato come un’ombra ed è stato l’architetto del suo riavvicinamento con il primo ministro di Tripoli, Fayez al-Sarraj. Dunque in Libia ci si prepara ad un nuovo cambio di rotta e di strategia che potrebbe rivoluzionare le carte in tavola, chiunque sarà l’erede politico del generale Khalifa Haftar.