Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La strana storia di un Tribunale, appeso al pensiero filosofico di Socrate ed immerso in uno sconfinato “deserto dei Tartari”.

di Lorenzo Peluso.

Sala Consilina (SA) – Chi ha avuto modo di studiare il pensiero di Socrate, e certo gli avvocati lo hanno fatto, conosce bene come il grande filosofo, nell’interpretare e nel cogliere l’essenza delle cose, asserì che nel caso dell’uomo, ci troviamo di fronte a tre diverse tipologie di essenza: l’uomo originale, l’uomo eroico ed il buffone.

In tale contesto, Socrate ancora, asserisce che è l’uomo che introduce sulla scena filosofica la nozione di <<autocoscienza>>. Perché questa divagazione, nell’affascinate mondo della filosofia,  se ci apprestiamo a parlare del Tribunale di Sala Consilina? Probabilmente perché ciò che è stato messo in scena ieri sera, presso l’aula Magna delle Scuole Elementari del centro valdianese, ben si identifica nella riflessione filosofica di Socrate, in merito all’essenza delle cose. Ad essere chiari è mancata proprio l’essenza delle cose. Una pubblica assemblea, convocata per avvicinare la popolazione locale, interpretare il sentire comune verso la necessità di preservare un presidio di essenziale importanza per lo stesso territorio, che però si è trasformata, ben presto, in un convegno con molte relazioni, alcune anche poco calzanti ed autoreferenziali, che hanno, man mano, visto scemare la folta platea di pubblico che pure era intervenuta per dare il proprio contributo alla causa. Pochi davvero gli spunti su cui aprire un dibattito serio che veda i protagonisti di ieri sera artefici del salvataggio, in calcio d’angolo, oserei dire, di un Tribunale che sembra oramai già chiuso. Fatto salvo il buon senso comune nell’illustrare la valenza e l’efficienza, quando si lavora davvero, del Tribunale salese, per il resto solo “il deserto dei tartari” come ha detto, nel suo poco interessante intervento, il sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari. Ebbene, voglio “rubarla” in pieno questa affermazione. “Il deserto dei Tartari” perché si è in attesa di un qualche cosa che deve accadere, ma non si sa bene cosa. “Il deserto dei Tartari” perché le centinaia di persone che ieri sera sono intervenute per recepire le “iniziative”, così era scritto sul manifesto di invito, hanno atteso in vano per oltre tre ore. “Il deserto dei Tartari” perché nella lucidità con la quale lo stesso sindaco ha proferito questa frase, era sin troppo chiaro il disorientamento e la non consapevolezza del percorso comune da intraprendere per tentare davvero di salvare il Foro salese. “Il deserto dei Tartari” perché, davvero, siamo di fronte al povero e solo “ufficiale Giovanni Drogo” asserragliato nella disperata e solitaria difesa del proprio fortino. Certo, non sono mancati gli attesti di stima e di solidarietà per una battaglia che, sino ad adesso, sembra essere rimasta solo ed esclusivamente circoscritta agli addetti ai lavori. Non è mancato neppure l’appello di uomini abituati ad agire, quali il direttore della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca, ed il suo collega della BCC Monte Pruno, Michele Albanese, alla classe politica a far fronte comune, per una volta. Non è mancata la dotta e disciplinata relazione degli avvocati Angelo Paladino e Franco Di Paola, che, distintamente, hanno evidenziato le grandi opportunità e le potenzialità che il Tribunale di Sala Consilina offre al comprensorio, nonché le enormi difficoltà a cui si andrà in contro dal momento della soppressione. Non è mancata neppure la voce del personale operante nella struttura, a difesa del posto di lavoro ed a salvaguardia dei servizi per i cittadini. È mancata, quella si, ancora una volta, la voce autorevole della politica. Pochi i sindaci presenti a cui si sono aggiunti alcuni amministratori locali in rappresentanza degli assenti; poche soprattutto le idee che dovrebbero, in un unico slancio di orgoglio, dare forza e consapevolezza ai cittadini della necessità di lottare per un diritto. Ecco cosa è mancato davvero. Lo spirito autorevole di una classe dirigente, oramai obsoleta, che non riesce più a convincere ed a decidere. Gli amministratori locali, oramai, sono oberati da preoccupanti situazioni, tutte interne ai loro municipi. Tutti a fare i conti per far quadrare il cerchio. Intanto, in assenza di un autorevole trascinatore, capace di animare gli spiriti e le idee di chi rappresenta i cittadini in assise democratica, allora, ecco trasparire, con tutta la sua limpida chiarezza, l’incompetenza e la poca autorevolezza di una classe politica oramai lontana dalla gente. Una lettera al Presidente Napolitano, con la manifesta intenzione di consegnargli le fasce dei primi cittadini, se non ricevuti e non ascoltati. Questa l’ipotesi studiata, oramai due settimane fa, dagli amministratori locali unitamente all’Ordine forense salese. Una lettera da pubblicare anche su una pagina di un quotidiano a carattere nazionale, per dare risalto alla notizia. Questa l’unica ipotesi concreta, studiata per combattere questa quasi assurda battaglia. Il paradosso però è che la stessa lettera, e non si capisce bene il perché, non è stata inviata a nessuno; non è stata ancora condivisa da tutti gli amministratori locali del comprensorio; non è neppure nella versione definitiva. Ecco dunque la situazione. Per concludere, non possiamo non tornare a Socrate. Si, siamo d’accordo con il sommo filosofo: è l’uomo che ha introdotto la nozione di <<autocoscienza>> in filosofia. Vien da chiedersi, qui, in questi territori, dove è stata smarrita, visto che se ne vede davvero poca in giro. Infine, ecco l’essenza delle cose: di uomini originali nel Vallo di Diano, in un passato glorioso, ve ne sono stati tanti; di uomini eroici, qui, in queste terre, ne sono passati, in tanti casi, su questa terra, hanno versato il loro sangue. Socrate ci rammenta, poi, che vi è anche la figura retorica del buffone. Certo, speriamo che qui, di questi, non vene siano molti.