Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La strage di 172 civili ad opera di Teheran ed il prezzo della pace.

di Lorenzo Peluso.

Nessuno voleva dirlo, neppure le cancellerie occidentali, ipotizzando un ulteriore aggravio di responsabilità per l’Iran che aveva osato lanciare ben 22 missili balistici sul territorio iracheno. Ma in realtà, l’attacco di Teheran all’indirizzo di due basi americane su territorio iracheno, le uniche vittime che hanno causato, sono quelle che viaggiavano a bordo dell’aereo di linea ucraino precipitato alla periferia di Teheran. Misurate le conseguenze iniziali dell’attacco iraniano, in risposta alla morte del generale Soleimani, ora come è giusto che sia, si prova a fare chiarezza sull’abbattimento di un aereo di linea diretto a Kiev, dove hanno trovato la morte 176 persone. Si tratta di 82 iraniani, 63 canadesi, 11 ucraini, 10 svedesi, 4 afgani, 3 britannici e 3 tedeschi. Un errore, probabilmente, ma di certo emergono ora le prove che indicano che un missile iraniano ha abbattuto l’aereo. Il volo PS752 dell’Ukrainian International Airlines era decollato alle 6.12 ora di Teheran e dopo pochi minuti è stato abbattutto. Probabilmente sui radar è stato scambiato per un aereo americano in risposta all’atatcco di poche ore prima sferrato da Teheran. Questa tesi era stata sostenuta anche da media Usa, che hanno citato un responsabile del Pentagono e una fonte dell’intelligence americana giudicata autorevole. Un funzionario dell’intelligence irachena ha riferito che il volo dell’Ukraine International Airlines decollato dalla capitale iraniana e diretto a Kiev è stato centrato da un sistema missilistico terra-aria Tor-M1.  In seguito anche il segretario del Consiglio di sicurezza ucraino, Oleksiy Danylov, ha affermato che una delle potenziali cause dello schianto dell’aereo che il suo Paese sta indagando è il contatto con un sistema Tor M-1 fabbricato in Russia. Insomma, se sarà acclarata la responsabilità iraniana nell’abbattimento del velivolo la morte per mano degli Stati Uniti,  la scorsa settimana del comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Qassem Soleimani, porta come risposta la morte di 176 persone, 82 iraniani, 63 canadesi, 11 ucraini, 10 svedesi, 4 afgani, 3 britannici e 3 tedeschi. Una sorta di dichiarazione di guerra a mezzo mondo. Si spiega così il calo della tensione  che sembrava poter innescare una nuova guerra in Medio Oriente e non solo. Si comprende anche la reticenza da parte degli iraniani ad ammettere la strage. Un primo rapporto investigativo iraniano ha infatti riferito che l’equipaggio dell’aereo non ha mai effettuato una chiamata radio per chiedere aiuto e stava cercando di tornare all’aeroporto quando l’aereo – in fiamme – è precipitato. Parole di circostanza, è chiaro. Rimane la sostanza, ossia la morte ingiustificabile ed assuda di 176 persone innocenti. E’ questo il prezzo da pagare per mantenere la pace? Nessuno pagherà mai per queste morti, perchè il rischio concreto è una guerra totale. Vittime della stupidità che presto passeranno al dimenticatoio, conviene un po a tutti.