Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La spesa sanitaria in Campania supera i 678milioni di euro l’anno. Antonio Valiante: “Una spesa sanitaria in costante crescita e fuori controllo”.

di Lorenzo Peluso.

Il sistema sanitario regionale, ancora una volta nella bufera. Dopo la diffusione dei dati sull’emigrazione sanitaria extraregionale, il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Antonio Valiante, pone una serie di interrogativi sull’attuale sistema di gestione della sanità in Campania.
Al centro del mirino il recente Decreto del Commissario ad acta per la prosecuzione del Piano di rientro del settore sanitario, il n.5 del 14 gennaio 2013, a firma del presidente dell’esecutivo di palazzo Santa Lucia, Stefano Caldoro, dove la Regione Campania approva il bilancio economico preventivo della spesa sanitaria regionale per il 2013. Tra l’altro, un fatto storico, visto che è la prima volta che la Campania dà attuazione agli adempimenti previsti dal Decreto legislativo 118 del 2011. Un quadro economico preoccupante che individua per l’anno in corso una spesa sanitaria enorme, pari a 678,361 milioni di euro. Appena 806mila euro in meno rispetto a quanto speso nel 2012 (679,167 milioni). Due i punti salienti che emergono dalla relazione finanziaria e che creano preoccupazione. Intanto il dato relativo ai ricavi previsti per prestazioni sanitarie e socio sanitarie provenienti da altre aziende sanitarie pubbliche extra regionali. Una cifra di poco superiore gli 83milioni di euro (83.705), praticamente la stessa cifra incamerata nel 2012. Una cifra esigua che è poco meno di quanto la Campania spende per garantire ai soli cittadini salernitani di effettuare cure fuori regione (91milioni) a fronte viceversa di una spesa sanitaria per prestazioni extraregionali, prevista in 382,837 milioni. Il secondo punto poi, probabilmente ancor più allarmante: la spesa sanitaria per erogazione di servizi da strutture private. In questo caso per servizi sanitari ed assistenza specialistica ambulatoriale forniti da privati la Regione si prepara ad affrontare una spesa di 297,478milioni di euro. Una cifra enorme che il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Antonio Valiante (nella foto) definisce: “il punto focale dello spreco di risorse economiche assorbite dal pozzo senza fondo che è la sanità regionale”. Una dura analisi che sfocia poi in una vera e propria denuncia. “Ennesima riprova dell’atteggiamento insufficiente e maldestro dell’esecutivo Caldoro nell’affrontare l’emergenza spesa sanitaria in Campania che si completa con l’incapacità di gestione della sanità da parte della dirigenza delle Asl, responsabili della poca qualità dei servizi sanitari erogati” afferma al nostro giornale Valiante. “Una spesa sanitaria in costante crescita e fuori controllo, con il conseguente paradossale abbassamento della qualità di sanità per i cittadini campani” evidenzia ancora Valiante. “Un bilancio privo di una programmazione razionale e senza alcun rapporto territoriale celato dietro una cortina di disinformazione e poca trasparenza da parte dell’esecutivo. Sono quattro mesi che aspetto di ricevere una risposta alle mie molteplici interrogazioni relative alla necessità di conoscere i dati sulla produttività delle strutture ospedaliere e sulla tipologia di prestazioni che vengono richieste e poi liquidate alla sanità privata. Ma il presidente Caldoro evidentemente è impegnato altrove”. Una dura denuncia da parte di Valiante che rincara la dose: “occorre verificare la regolarità del rapporto tra il pubblico e le strutture private. La crescita costante della spesa per pazienti addirittura provenienti da strutture pubbliche, fanno intravedere, a mio avviso, dinamiche poco chiare che la politica avalla attraverso la mancanza di controlli. Io credo – conclude Valiante – vi siano evidenti interessi da parte di medici di base che probabilmente ricevono percentuali economiche sul numero di ricoveri effettuati in strutture private. In questo vi è la responsabilità oggettiva della politica che piuttosto che arginare questi fenomeni continua viceversa a foraggiare il privato. Se poi vi siano interessi diretti della politica e di politici in tutto ciò, credo che è compito della magistratura eventualmente verificare”.