Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La rivoluzione 4.0 di Teheran.

di Lorenzo Peluso.

iran internet

L’apertura ad occidente dell’Iran passa dalla rete internet. Ne è consapevole il presidente Rohani che  ha annunciato nei giorni scorsi la nascita dell’Iran 4.0. Milioni di dollari per  932 città, 28 mila villaggi e 45 milioni di utenti per la quarta rivoluzione industriale che trasformerà definitivamente la Repubblica Islamica dell’Iran.  Rohani, molto attento alle esigenze del paese è ben cosciente che l’Iran oggi conta il 60% della popolazione tra i 20 ed i 32 anni. 72 milioni di iraniani hanno un cellulare e la rete nel grande paese islamico è già tecnologia 4G. Insomma l’Iran si apre sempre più ad occidente. Già attiva una rete internet nazionale che connette gli utenti con il resto del mondo solo quando essi digitano un sito straniero. Per i collegamenti interni, viceversa, è attivata una  modalità di connessione interna. Gli analisti stranieri ritengono sia un modo per controllare comunque la rete. Tuttavia è innegabile che la quarta rivoluzione industriale in Iran è in atto già dal 2013 quando grossi investimento sono stati effettuati per lo sviluppo di nanotecnologia ponendo nel breve periodo l’Iran al sesto posto al mondo nella produzione di strumenti scientifici. Nei giorni scorsi, il 13 e 14 luglio, a Teheran si è tenuta la terza conferenza internazionale “Industry4.0”. Studiosi e accademici, imprenditori e studenti da tutto il mondo si sono confrontati sui temi dello sviluppo tecnologico, sulla diffusione di internet e sulla qualità delle telecomunicazioni nel paese. Rohani ha potuto così mostrare al mondo i progressi della Silicon Valley di Teheran. Il ministro delle telecomunicazioni e della tecnologia dell’informazione, Mahmoud Vaezi, ha riferito che oggi Teheran sta realizzando un grande progetto per “l’alfabetizzazione digitale e informatica” che interessa 45 milioni gli utenti su un totale di 80 milioni di persone che vivono nel paese. La fame di occidente ha fatto si che nel breve periodo ad una velocità frenetica sono state create decine di startup iraniane che ora offrono servizi non solo agli iraniani ma anche al mondo occidentale. E’ il caso di Digikala, un e-commerce sul modello di Amazon, valutata 150 milioni di dollari; o la più conosciuta Cafe Bazaar, la app per Android che funziona come Google Play usata da oltre 20 milioni di utenti. Sul mercato è valutata circa 20 milioni di dollari. Numeri importanti, snobbati per alcuni anni dall’occidente e che ora iniziano a far paura. L’Iran dunque non è più solo integralismo e chiusura ma sempre più tecnologia e futuro. sarà questo il nuovo piano di confronto con gli americani e con la vecchia Europa dove ancora di discute di digital divide.