Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La rincorsa dell’euro sul dollaro e gli interessi di chi governa l’economia europea.

di Lorenzo Peluso.

Era prevedibile, con l’inizio del nuovo anno gli investitori prendono profitto dopo la buona performance del 2017 sfruttando il timore che un euro forte possa penalizzare l’export europeo. Troppo forte infatti l’euro, la moneta unica si è spinta fino a 1,2081, al top da tre anni rispetto al dollaro, e continua a rafforzarsi puntando verso la soglia di 1,21 dollari. Il rapporto euro/dollaro ha chiuso il 2017 ai massimi da oltre tre mesi a 1,2028, a conclusione dell’anno di maggior debolezza per la valuta Usa dal 2003. Da inizio anno l’apprezzamento del cambio è stato di quasi il 14%, anche in questo caso la performance più ampia dal 2003. “Il dollaro potrebbe indebolirsi ulteriormente, poiché non ci sono fattori che possano spingere il biglietto verde al rialzo” ha commentato il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca “i rialzi dei tassi da parte della Fed non portano il mercato a pensare alla normalizzazione della politica monetaria”. In prospettiva dunque, tutto questo può penalizzare e non poco l’economia europea. “Il buon dato sull’attività manifatturiera europea, la migliore dal 1997 quando è iniziata la serie storica sugli indici Pmi che la misurano, viene  messa in ombra dalle difficoltà dell’export oltre che, per quanto riguarda il nostro Paese, vi è l’incognita elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Questo influisce in modo pesante sullo spread Btp/Bund che man mano torna ad allargarsi. Probabilmente il punto nodale per il 2018 sarà l’inflazione, in effetti dopo anni di undershooting rispetto alle previsioni, la dinamica dei prezzi potrebbe cominciare a rispondere, se pure in misura contenuta, al ritorno di un ciclo mondiale sincronizzato che non si vedeva da prima della grande recessione” ha aggiunto il direttore De Luca. Dunque un Euro forte rispetto al dollaro penalizza praticamente tutti in Europa, tranne la Germania che esporta principalmente nei Pesi del Vecchio Continente. Vien da se che evidentemente l’andamento dell’economia europea la decide la Germania che in piena sintonia con gli americani, fanno volare le rispettive esportazioni. Un impulso positivo al sistema economico italiano lo darebbe una svalutazione dell’euro, ma chiaramente è improponibile per chi governa l’economia europea.