Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La pirandelliana “Attesa” del popolo di Sanza

di Lorenzo Peluso

“L’attesa”, in una fascinosa ambientazione siciliana, è il recente film ispirato ad un dramma poco noto di Luigi Pirandello, “La vita che ti diedi”. La pellicola del regista Piero Messina è un bel film che concentra l’essenza del concetto di connessione. Una serie di stati d’animo che ruotano tra il tema dell’assenza e quello della perdita. Un bel film certo da vedere. Il regista comunque  ha inteso apportare un deciso cambiamento rispetto al dramma di Pirandello, eliminando un dettaglio importante della pièce originale: l’iniziale convincimento della madre riguardo la reale partenza del figlio, che sarebbe prima o poi tornato. Mi piace questa suggestione per mutuare cosa sta vivendo la comunità di Sanza, prossima alla scadenza elettorale, che vive l’attesa. Aspetta di conoscere gli sfidanti. Attende di sapere quali idee nuove saranno messe in campo; quali progetti innovativi saranno proposti. Soprattutto vi è “Attesa” di conoscere il destino dell’attuale amministrazione comunale, “orfana”, forse, dell’attuale sindaco che ha annunciato la ritirata “con onore”. Una suggestione quella di paragonare la pellicola cinematografica “L’Attesa” con la vicenda elettorale di Sanza. Rotto il silenzio quinquennale da parte dell’opposizione, con l’annuncio della candidatura a primo cittadino da parte di Vittorio Esposito, ora il popolo vive in religioso silenzio l’attesa degli sfidanti. Chiamato a dare una risposta è innanzitutto l’avvocato Antonio Forte, attuale vicesindaco uscente. Accetterà la sfida? Sarà in grado di confrontarsi con i cittadini su quanto fatto e soprattutto su quanto intende fare ancora? Se non lui, poi, magari qualche assessore uscente che vanta ambizioni da “primo della classe” e che magari potrebbe per la prima volta, nella storia locale, far misurare elettoralmente parlando una donna che aspira alla fascia da primo cittadino. Certo è una suggestione il film “L’attesa”. Ci potrebbe essere poi la novità, neppure tanto nuova, un altro avvocato, magari donna, che raccoglie le idee e mette insieme le truppe smarrite dell’attuale amministrazione comunale e dunque proporre un nuovo progetto politico, nella continuità comunque di una già vissuta “Alternativa”. Qui però ci aiuta molto la comprensione della drammaturgia pirandelliana. Infatti, credo, che parte dell’elettorato che ancora non si è pentito di aver sostenuto cinque anni fa l’Alternativa, ora più che mai, pretende che vi sia il ritorno di quel figlio di cui non crede nella reale partenza; giusto come nel convincimento della madre riguardo la reale partenza del figlio, che sarebbe prima o poi tornato, narrato dalla pellicola di Piero Messina. In realtà, Messina, auspica nel film un esito diverso rispetto all’originale di Pirandello da cui trae ispirazione. Se Pirandello infatti concludeva con un’accettazione della morte, “L’attesa” di Messina corregge il tiro filosofico del concetto ed infatti, lungo un percorso alternativo di elaborazione del lutto, porta a una sorta di rinascita. Si, mi piace molto questo film e la suggestione che ne deriva. Chissà se piacerà anche ai cittadini di Sanza.