Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La patata bollente del prof. Conte e l’articolo 95 della Carta Costituzionale

di Lorenzo Peluso.

Con te .. partirò, recita un noto successo musicale del grande Bocelli. Ecco, Conte, parte, parte una nuova fase della politica italiana, ciò che accadrà lo vedremo, presto anche. Mi incuriosisce però il dialogo che ieri pomeriggio, per quasi due ore, ha tenuto il presidnete della repubblica, Sergio mattarella, con il prof. Conte, affidandogli l’incarico di formare il nuovo governo. Mattarella, da ciò che riferiscono fonti certe, ha ricordato a Conte “il ruolo che la Costituzione assegna al presidente del Consiglio”. Secondo l’articolo 95 della Carta Costituzionale, infatti: “il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri”. Perchè mai Matatrella ha voluto sottolineare questo aspetto della nostra Costituzione? Ad un noto avvocato, professore di diritto, dovrebbe essere arcinoto l’articolo 95. Lo stesso capo dello Stato ha poi sottolineato al premier incaricato “le difficoltà dell`economia con la necessità di garantire agli italiani sicurezza finanziaria e all`Italia la fiducia dei mercati”.  Lo stesso professore Conte, quasi immediatamente, parlabndo alla stampa in uscita dal Quirinale, ha inteso dare un segnale, per certi versi contrastante proprio con la raccomandazione di Mattarella  “Sono professore e avvocato, ho perorato cause di varie persone e ora difendo l’interesse degli italiani in tutte le sedi Ue e internazionali dialogando con le istituzioni Ue e con gli altri Paesi. Mi propongo di essere l’avvocato difensore del popolo italiano”. Così ha detto il presidente del Consiglio incaricato, aggiungendo: “Fuori da qui c’è un Paese che attende la nascita di un esecutivo e attende risposte, quello che si appresta a nascere sarà il governo del cambiamento”.  La parola d’ordine dunque è il cambiamento, chiarissimo. Pur vero è, certamente, che la vera partita del professore inizia adesso. La composizione della lista dei ministeri è infatti un rebus. La domanda è: ma Conte lavorerà gomito a gomito con Mattarella per definire la squadra di governo, o, come più semplice da comprendere, lascerà il tutto nelle mani dei vertici di Lega e Movimento Cinque stelle? Da Mattarella certo ci aspettiamo che ponga dei paletti chiari in tema di politica estera, del rispetto dei Trattati internazionali, della politica economica e del ruolo che l’Italia ha sulla scacchiera internazionale. Insomma, è chiaro che risulta necessario capire chi guiderà i tre ministeri: Esteri, Difesa e Economia. Giuseppe Conte ha di certo una patata bollente tra le mani. Mattarella probabilmente non a caso lo ha richiamato ad approfondire, da giurista, l’osservanza totale dei principi sanciti dalla Costituzione. A noi altri, “popolo sovrano” non ci resta che aspettare.