Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La normalità in sanità. Oltre sessanta giorni per un’ecografia all’addome.

di Lorenzo Peluso.

Sempre la stessa storia; non cambia nulla. Un ecografia all’addome, richiesta il 16 ottobre, la si può effettuare a Sapri (SA) il 17 dicembre. Nessuno spazio di prenotazione a Polla (SA), al massimo la si potrà effettuare tra venticinque giorni ad Oliveto Citra (SA). Una situazione paradossale che mette in crisi il sistema di assistenza sanitaria offerta nelle strutture a sud di Salerno. La denuncia al nostro giornale, arriva da una signora settantenne di Sanza (SA) che urge di un’ecografia all’addome per indagini specialistiche in merito ad alcuni problemi segnalati dal medico. Come da prassi, la donna si rivolge al numero unico di prenotazione del CUP della Asl di Salerno e le viene indicata come data possibile, per effettuare un’ecografia all’ospedale Immacolata di Sapri, il 17 dicembre. Nessuna possibilità per il Luigi Curto di Polla. “Se vuole, capisco la distanza, ma la prima data utile è la fine di novembre all’ospedale di Oliveto Citra. Altrimenti deve rivolgersi a strutture private” così garbatamente le ha riferito l’operatrice del CUP. Insomma, non cambia nulla, o quasi. Nonostante gli sforzi per dare normalità al sistema di assistenza sanitaria pubblica, la riorganizzazione, le risorse, l’arrivo di personale, le strutture ospedaliere a sud di Salerno fanno fatica a trovare una sorta di normalità. Normalità, si, perché dovrebbe rientrare nella normalità il poter effettuare un esame specialistico nell’arco di una settimana, senza pretendere di effettuarlo il giorno stesso, ma una settimana. Viceversa. oltre sessanta giorni d’attesa, di certo non la si può considerare normalità, in un Paese europeo. Dunque che succede poi, vi chiederete? Nulla di straordinario, anzi la normalità, prenotazione in una struttura privata di Battipaglia, esame tra tre giorni, a pagamento naturalmente. A voi dunque, le riflessioni del caso.