Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La natività su un barcone di migranti e la pochezza della politica

di Lorenzo Peluso.

“Gesù Bambino è nato in una mangiatoia sotto ad una capanna. E non su una barca di migranti. Basta mistificare le nostre tradizioni soprattutto in vista del Natale”. A dichiararlo è il parlamentare di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli  dopo l’allestimento di un presepe collocato all’interno di una delle chiese nel centro storico di Padula

Sarei curioso di sapere come avrebbero commentato gli antichi greci le esternazioni di un deputato, di lungo corso, come il salernitano Edmondo Cirielli, le recenti esternazioni in merito al significato di un presepe che mette al centro la natività su un barcone di migranti. I pensatori del tempo certo non lesinavano critiche alla democrazia di allora; la società ateniese, infatti, era comunque fondata sui privilegi degli aristocratici e dei proprietari terrieri. Insomma, allora come ora, di certo molto distanti dalla realtà della gente comune. Il tema delle migrazioni infatti, dovrebbe essere argomento che appartiene a tutti, di certo innanzitutto alla classe politica, che dovrebbe avere contezza delle proporzioni, avere una visione che va ben oltre il populismo esagerato mostrato da alcuni (li chiamano leader) capibastone. Lo storico Tucidide, narrando lo sterminio dei Melii da parte degli ateniesi durante le guerre del Peloponneso (431-404 a.C.), ricordava che, al di là dell’organizzazione formale dello Stato, a governare i rapporti tra gli uomini è sempre la legge ad avere ragione, nel caso specifico la costituzione degli ateniesi, che si ispira al pensiero di democrazia. Una concezione non diversa espressa in maniera molto più compiuta anche da Platone. La democrazia dunque ed il rispetto delle leggi. Nel nostro caso la nostra meravigliosa Costituzione. Occorre forse ricordare, al deputato Cirielli, (questore della Camera) l’articolo 2 della nostra Costituzione.  «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo, sia all’interno delle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà, politica, economica e sociale». Al deputato Cirielli dunque il compito di approfondire questo straordinario articolo costituzionale che, secondo noi manifesta in modo assoluto il solenne riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo nei confronti dello Stato Italiano. Con esso viene affermato il principio che persino il potere sovrano si deve arrestare davanti a questi diritti della persona. Riconoscere i diritti fondamentali, significa accettare qualcosa che già c’è, diritti che non sono creati dallo Stato ma che esistono indipendentemente da esso. L’inviolabilità del diritto, non significa che lo Stato non possa in alcuni casi limitare questi diritti (infatti la Costituzione pone dei limiti nel regolamentare le varie libertà), ma che tali limitazioni debbano essere fatte con atti aventi valore di legge. Infine, il riconoscimento è garantito a tutte le persone che hanno a che fare con il nostro Stato, non soltanto ai cittadini italiani. Un presepe, la rappresentazione della natività, per come l’ha intesa chi lo ha pensato e realizzato, è espressione di fantasia, libertà, attualità. E’ simbolo cristiano, certo, ma la cristianità si basa in modo assoluto sul riconoscimento del più debole quale fratello da aiutare e sostenere. Al deputato Cirieli poi, va ricordato che il pensiero politico della civiltà occidentale nasce nell’antica Grecia nel periodo compreso tra il VII e il VI secolo a.C., quando l’organizzazione della città-stato (la polis) si sostituisce progressivamente alle forme tradizionali, regali e sacrali di esercizio della sovranità. È un passaggio epocale della civiltà umana che esplicita il passaggio dal potere che, dai palazzi aristocratici, in cui era stato esercitato per secoli,  allo spazio pubblico per eccellenza, l’agorà, la piazza che vede i cittadini protagonisti della vita politica. La politica, quale organizzazione democratica, è intesa come partecipazione diretta dei cittadini. Dunque il deputato Cirielli, in un’evidente caduta di stile e con marcata mancanza di rispetto per la libertà dei cittadini, ha dimostrato nella sua esternazione, poco opportuna se non scandente, la pochezza dell’attuale classe politica, quasi nella sua interezza, la distanza di chi governa dalle visone della gente comune, la mancanza assoluta di rispetto nei confronti di un tema drammatico quale il fenomeno migratorio.