Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La Montagna Sacra e la sfida all’impossibile.

di Lorenzo Peluso

Persino il mito della sfida all’impossibile hanno demolito. Insomma, la sfida agli  8850 metri dell’Everest non è neppure un sogno. Eppure per anni il mito ed il fascino dello scalatore, intrepido, coraggioso, solitario. Quel viaggio verso la vetta del mondo, una sfida tra l’uomo e l’uomo; la sfida dell’uomo alla natura. Incredibile vedere ora carovane, in fila per ore, percorrere quei sentieri e poi quell’ultimo tratto che porta sulla cima del mondo. In fila come si va ai concerti di pop; o magari allo stadio. Le immagini dell’ingorgo che si è creato sulla cima hanno fatto il giro del pianeta. Siamo tutti alpinisti, se non lo siamo, possiamo almeno tentare, provarci. Tutto questo nonostante i tanti decessi in vetta. Già otto le vittime dell’Everest in questa stagione. Eppure scalare l’Everest non è solo questione di coraggio, o incoscienza. Il permesso che deve essere rilasciato dal  governo nepalese costa 11mila dollari; poi ci sono le spese per arrivarci in Nepal; poi quelle per restarci per alcune settimane. Quindi non certo una vacanza a buon prezzo. Occorre poi una preparazione non da poco. Lo stress fisico è enorme. Arrivare in cima è davvero un’impresa, la quantità di ossigeno a disposizione è limitata. Alla scalata segue poi la discesa. Infine le condizioni climatiche giuste. Insomma non è semplice. Tuttavia migliaia di persone ogni anno partono per questa impresa rendendola anche ridicola, nonostante i rischi e le morti. Sono talmente tante le persone che ora il governo del Nepal sta pensando ad una soglia di accessi. Insomma una sorta di tetto massimo ai permessi per salire ogni giorno. Nei giorni scorsi si è arrivati ad oltre 150 alpinisti che in un solo giorno hanno tentato di salire in cima all’Everest. nei giorni precedenti  ingorghi e ritardi si sono verificati con più di 200 scalatori sulla via di salita nepalese. E’ cambiato tutto da quel giorno di 40 anni fa quando Reinhold Messner saliva sull’Everest per la prima volta senza ossigeno. La grande impresa che ha cambiato la storia dell’alpinismo. E’ cambiato tutto da quell’8 maggio del 1978 quando Reinhold Messner e l’austriaco Peter Habeler raggiunsero la cima del Monte Everest senza l’ausilio di bombole d’ossigeno, un’impresa ritenuta impossibile allora. Due anni dopo l’alpinista altoatesino ripeté l’impresa da solo, altra cosa ritenuta impossibile, che in seguito solo altri 200 alpinisti sono riusciti a fare. Ora ci provano tutti, davvero. magari con il tempo quello che era un fascino dettato anche da un profondo rispetto per l’avversario, quella cima la più alta al mondo, è scemata divenendo un semplice gioco per tutti, o quasi, insomma basta avere denaro a sufficienza.