Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La “libera Repubblica di Sanza”, i diritti e la democrazia.

di Lorenzo Peluso

Riflettevo su cosa sta accadendo in questo momento storico dove tutto sembra essere ribaltato, in tema di valori e democrazia. Nei giorni scorsi a Salerno un comizio elettorale è divenuto pretesto per violare diritti essenziali della persona, ossia esprimere le proprie idee ed il dissenso anche. Uno striscione su un balcone rimosso; un’indagine della Digos. Insomma c’è davvero la democrazia, ora che il populismo ed il sovranismo sono pane quotidiano per l’anticultura della politica?

Pensando a questo, mi viene in mente una storia di uomini che credevano nella democrazia ed hanno combattuto per questo. La guerra, quella del ’40 – ’45 ancora non era del tutto terminata. In un piccolo borgo del sud, nel Cilento interno, Sanza. Nel 1943  i contadini, stanchi delle vessazioni del fascismo e dei ras locali, vittime di una miseria secolare e ulteriormente immiseriti dall’economia della guerra, nel vuoto di potere creatosi dopo lo sbarco degli Alleati a Salerno diventano protagonisti di rivolte che saldano l’antifascismo con le lotte antiche per la terra, con la lotta di classe. A Sanza scoppia una delle rivolte più importanti. L’ispiratore è un contadino: Tommaso Ciorciari, insieme ad Aniello Buoniconti. Il 10 ottobre 1943 una folla di circa 300 contadini, dopo aver costretto alle dimissioni il podestà fascista, acclama “commissario del popolo” il vecchio antifascista Tommaso Ciorciari. Era nato a Sanza nel 1876, era emigrato in Argentina, dove aveva imparato a leggere e scrivere ed era entrato in contatto con le idee socialiste; tornato in Italia prima dello scoppio della prima guerra mondiale, aveva preso a difendere la causa degli umili e si era subito scontrato con il fascismo trionfante. Di inclinazione comunista, ma non legato al partito, dopo l’8 settembre trovò che era il momento di agire, appoggiato dal nuovo segretario comunale Buoniconti, anch’egli di ispirazione comunista. Nel breve periodo della Repubblica contadina, furono prese una serie di misure contro i detentori del potere a livello locale: i notabili compromessi col fascismo furono allontanati, 12 impiegati comunali e l’ammassatore del consorzio agrario vennero licenziati; inoltre ai contadini poveri venne consentito di macinare il grano senza portarlo all’ammasso, fu proibito l’accaparramento di risorse alimentari. Il 30 ottobre Ciorciari osò consentire che 40 contadini occupassero le terre incolte del proprietario Tommaso Morena; il 31 alcuni rappresentanti di Sanza si recarono nel vicino paese di Caselle per appoggiare un’esperienza analoga, e più tardi a Buonabitacolo. La “libera Repubblica di Sanza” si era spinta troppo oltre e aveva messo in allarme sia la locale stazione di carabinieri che il Comando alleato di Vallo. Il 20 novembre Ciorciari, Buoniconti e altre 35 persone vennero arrestate con le accuse di usurpazione di cariche pubbliche, associazione a delinquere, occupazione di terreni privati e altro. Gli arrestati restarono in prigione fino al 2 gennaio 1944, ma il processo si svolse molto più tardi, a Lagonegro, nel 1947. Era intervenuta nel frattempo l’amnistia, e i processati poterono tornare alle loro case. L’esperienza della libera repubblica contadina, benché durata solo 36 giorni, lasciò una traccia importante: infatti al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, il popolo di Sanza diede la propria adesione alla Repubblica nella misura del 49,8%, mentre in provincia si ebbe solo il 24,8%.

La libertà, le idee, la democrazia. Occorre ricordare valori ed uomini di valore, oggi che tutto sembra scontato. E’ giusto impedire alle persone di esporre uno striscione dove è su scritto: “questa lega è una vergogna”? Cos’è ora la democrazia ed i diritti della persona, l’espressione di pensiero, l’ideologia ed il credo? Se Pino Daniele cantava .. “questa lega è una vergogna” .. un altro grande maestro, Franco Battiato, cantava .. “Povera patria schiacciata dagli abusi del potere. Di gente infame che non sa cos’è il pudore. Si credono potenti e gli va bene quello che fanno. E tutto gli appartiene. Tra i governanti quanti perfetti e inutili buffoni”. Ecco la democrazia e la storia di un popolo che non deve dimenticare.