Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La legge sui Piccoli Comuni non viene attuata, appello al Premier Conte dal direttore della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca.

di Lorenzo Peluso.

L’assetto istituzionale del nostro Paese, ma anche quello organizzativo dell’amministrazione pubblica italiana, si caratterizza per l’elevato numero di enti di piccole dimensioni: circa un quarto dei comuni italiani ha meno di 1.000 abitanti, il 70 per cento meno di 5.000. L’eccessiva frammentazione dei comuni può costituire, a parità di altre condizioni, una fonte di inefficienza della spesa locale, come dimostrato  da alcune analisi empiriche anche per il contesto italiano.  Nel caso in cui tale assetto non sia giustificato da particolari esigenze connesse all’eterogeneità della domanda di servizi  pubblici locali, ciò comporterebbe un maggiore costo per la collettività. Da qui la necessità, evidenziata già da tempo, che si sostengano con forza soprattutto i piccoli comuni, quelli che sono poi la struttura portante del sistema economico italiano. “A oltre un anno dall’approvazione della legge sui piccoli comuni (l. 158/2017), mancano ancora all’appello i decreti attuativi previsti. Credo sia necessario quindi lanciare un vero e proprio appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, affinché si proceda all’approvazione dei decreti attuativi e stanziate maggiori risorse per i borghi sotto i 5mila abitanti, rendendo così concreto il percorso di innovazione progettuale di cui questi territori hanno bisogno” ha commentato il direttore della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca. I piccoli borghi sono il 72% dei comuni d’Italia, la loro superficie copre il 55% del territorio nazionale e vi risiede il 17% della popolazione italiana (in media ci sono 64 abitanti per km).

“Sono le piccole realtà che hanno contribuito alla crescita del nostro Paese, noi che ogni giorni ci confrontiamo con le persone che in questi piccoli paesi vivono, qui investono, qui creano economia circolare, ci rendiamo conto di quanto sia importante che si sostenga e si incentivi l’economia locale. Il rischio concreto è che nel tempo, e non ve ne è ancora molto a disposizione, si perdano per sempre identità e saperi, custoditi dalle popolazioni dei piccoli borghi. Provate solo ad immaginare la sostanza del  nostro patrimonio storico-artistico, naturale ed enogastronomico, conservato e reso vivo dalle persone che hanno resistito nei piccoli paesini delle aree interne, quelli di montagna, come sono quelli del Vallo di Diano, del lagonegrese, il rischio dello spopolamento ci deve spaventare, perché sarebbe la morte non solo dei piccoli comuni, ma dell’identità di intere popolazioni. L’approvazione della legge 158/2017 sui piccoli borghi, approvata all’unanimità nel 2017, prevede fino al 2023 un fondo di 160 milioni per lo sviluppo strutturale, economico e sociale a favore dei piccoli centri e che abbraccia diversi ambiti. Un provvedimento che offre uno strumento di indirizzo della legge strategico a lungo atteso, ma che deve essere accompagno da azioni fondamentali a partire dall’emanazione dei decreti attuativi previsti dalla legge e dall’attuazione in via preferenziale delle infrastrutture di banda ultralarga anche nelle cosiddette zone a fallimento di mercato. Ci appelliamo dunque al presidente del Consiglio a dare con immediatezza attuazione alla legge prevedendo anche maggiori  risorse da destinare ai piccoli comuni, perché i 160 milioni di euro previsti fino al 2023 dalla legge sono al momento ancora bloccati, fin quando non verranno emanati i decreti attuativi, e di certo nel tempo risulteranno assolutamente insufficienti” ha concluso il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca.