Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La grande sconfitta.

di Lorenzo Peluso.

In Campania vince Vincenzo De Luca, non contro Stefano Caldoro. Vince De Luca contro il Partito Democratico. Vince il Movimento 5 Stelle, ora il primo partito in Campania. Perde il Pd, anche se i dirigenti nazionali dicono il contrario. Il calo netto dei voti del Pd che dal 40% delle ultime europee scende al 24% dovrebbe aprire una seria discussione all’interno del Pd. Il premier Matteo Renzi ora dovrà fare i conti con la minoranza interna al partito.
Ritornando alla Campania il candidato del centrosinistra, ora definito da tutti del Pd, Vincenzo De Luca vince le elezioni grazie all’apporto determinante del salernitano e di Salerno città. Un voto all’uomo e non certo al partito. Un Partito che ha provato in tutti i modi di scaricarlo fino a quando poi, con un abile e camaleontico trasformismo, considerando che non vi era via d’uscita, ha serrato i ranghi e con un cappio al collo ha dovuto schierarsi pubblicamente con De Luca. Poco più di due punti percentuali tra De Luca e Stefano Caldoro, governatore uscente in quota centrodestra. Allora occorre leggere con attenzione un altro dato, per provare a comprendere. In Campania ha votato il 51,9% degli elettori, 11 punti in meno rispetto alle Regionali del 2010 quando si votò in due giorni. A Napoli città ha votato il 40,7% degli aventi diritto. Sei napoletani su dieci hanno disertato i seggi. Un dato determinante. Ed ancora: la coalizione di centrodestra sopravanza di almeno 3 punti il candidato Stefano Caldoro mentre Vincenzo De Luca, a conti fatti, vale almeno un punto percentuale in più delle sue liste. A questo, si aggiunga anche l’effetto voto disgiunto che ha premiato l’ex sindaco di Salerno e condanna il governatore uscente. Ma in Campania vince, anche se solo con il terzo posto, Valeria Ciarambino (M5S). Il voto ai grillini ora diventa strutturato con la concretezza di portare una nutrita pattuglia di consiglieri regionali a palazzo Santa Lucia. Infine perde la politica. Perde perché ora, proprio il Premier dovrà trovare una soluzione per la vicenda Severino. De Luca in sostanza è già sospeso. Una bella patata bollente per Renzi che dovrà firmare il decreto. Certo, avrà qualche settimana di tempo, ma dovrà farlo. Diversamente significa che le leggi in Italia si applicano solo contro Berlusconi. Perde la dignità. Infatti sul tavolo resta la vicenda ‘impresentabili’. Rimane infatti la lista nera stilata dalla commissione Antimafia. Nomi che ora si vedrà, quale ruolo rivestiranno, visto che molti sono stati eletti. Perde la democrazia se oltre la metà degli italiani non si reca alle urne per esercitare un diritto costituzionale.