Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La forma virale, dell’anti-immigrazione convulsiva che salverà il mondo.

di Lorenzo Peluso.

Insomma, come era prevedibile, è scoppiato in una sorta di forma virale, l’anti-immigrazione convulsiva. Una sorta di malattia dell’anima, che cancella ogni forma di sensibilità e coscienza critica, ogni forma di comprensione ed accettazione dell’altro. Anzi, nel contempo favorisce l’esasperante ricerca del “negro di merd ..” che per sua natura è certo un delinquente, anzi un terrorista, forse meglio uno stupratore. Una malattia grave, sia chiaro, che però è subdola e silente nelle sue molteplici forme di aggressione. Mi vien da pensare che si insinua nella mente, prima, cancellando ogni forma di ricordo, ad esempio dei nostri avi, dei nostri nonni, che nel secolo scorso si imbarcavano su quei bastimenti carichi di speranza, varcando l’oceano, sconosciuto, per approdare in una terra “promessa”. Dalla mente poi, la malattia si espande al cuore. Qui, in uno spasmo irrigidisce le pareti del miocardio e non si avverte più quella sensazione di compassione, di dolore, di sofferenza e di pietà. All’improvviso non si avverte più quello slancio di umanità e di accoglienza che è parte del nostro essere “umani”. Dal cuore poi il male si sposta alle mani. Si chiudono, all’improvviso, per non riaprirsi più. Non si avverte più il senso di una carezza, di una stretta di mano, quella dell’altro. Anzi, quel chiudersi arricchisce l’ego smisurato dell’io che può certo vivere ed esistere senza il noi. Una malattia dunque con effetti devastanti per coloro che penano ancora che l’umanità non ha colore, ne razze, ne fedi diverse. Un’umanità che si era smarrita nel tempo nei meandri della comprensione e dell’amore per l’altro. Finalmente, anzi, un male che è un bene. ma a chi interessa se nel  mondo ci sono quasi 69 milioni di persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni? Ma che vadano dove vogliono, ma non a casa nostra. Che poi, cosa ci può interessare se si consumano olocausti, genocidi. Che ci importa se c’è fame e sete. ma veramente qualcuno pretende che noi crediamo alla crisi scoppiata nella Repubblica democratica del Congo, alla guerra in Sud Sudan, e alla fuga in Bangladesh dal Myanmar (ex Birmania). ma chi cazz .. sono poi sti rifugiati rohingya? La Siria? beh, che si uccidano gli uni con gli altri. La Palestina; l’Afghanistan; lo Yemen. Ma insomma, noi abbiamo altro a cui pensare. Quest’anno la nazionale è fuori dai mondiali. Che sciagura. E poi, poi ora ci tocca organizzare le vacanze. Che faremo quest’anno a Ferragosto? ecco, occorre parlarne perché mancano solo due mesi. Le ferie, porca miseria, anche quest’anno ci toccherà farne qualche giorno in meno. Poi c’è la moto, la macchina, dovremmo pur cambiarla la macchina. oramai ha tre anni, sul mercato ne sono uscite già altre tre versioni, più accesi orate e sportive. Ecco. ma insomma, veramente pensate che sia giusto curarci dei quasi 69milioni di persone in tutto il mondo, un numero senza precedenti, costrette a fuggire dal proprio Paese. Che poi, ma chi se ne frega dei circa 22.5 milioni di rifugiati, più della metà dei quali di età inferiore ai 18 anni. Ecco, adesso, piuttosto che concentrarci sul calciomercato, occorre trovare presto un rimpiazzo all’altezza di Buffon alla Juve, pretendete che ci curiamo dei 10 milioni di persone apolidi cui sono stati negati una nazionalità e l’accesso a diritti fondamentali quali istruzione, salute, lavoro e libertà di movimento. Che fortuna questa malattia che non ci fa considerare che nel mondo ci sono circa 20 persone costrette ad abbandonare le proprie case, ogni minuto, a causa di conflitti e le persecuzioni. Anzi, se qualcuno può fare qualcosa, che per cortesia cancelli queste parole che sono diventate troppo comuni nel nostro lessico: rifugiati, richiedenti asilo, rifugiati rimpatriati, sfollati, apolidi, migranti, rom. Magari, se poi non è troppo, ecco, cancellate anche “sti negri del cazz..”. Che bello sarebbe il mondo se ci occupassimo solo di calcio, di telenovele, di gossip estivi, di auto e barche di lusso. Di vacanza, di sesso perché no. Per fortuna ora abbiamo contratto un po’ tutti questa meravigliosa malattia: l’anti-immigrazione convulsiva. Non ci resta che il suicidio di massa.