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La folle corsa al caos di Kim Jong-un.

redazione

Il limite alla follia non ha misura per Kim Jong-un. Nelle ultime ore si è consumato il 13esimo test missilistico della Corea del Nord, vietato dalle sanzioni ONU. Pyongyang ha lanciato infatti altri tre missili, due dei quali hanno fallito mentre il terzo è esploso subito dopo il lancio. Dall’US Pacific Command assicurano che non ci sono state minacce concrete per l’America o per la base di Guam: il primo e il terzo missile – hanno fatto sapere – non “avrebbero completato la traiettoria” mentre il secondo “sembra essere esploso quasi immediatamente. Secondo Seul, i missili sono caduti dopo 250 km nel Mare del Giappone. Non sarebbero, sembra, i potentissimi missili balistici intercontinentali a lungo raggio ICBM. I lanci sono avvenuti nell’arco di 30 minuti e sono stati sparati dal poligono della provincia orientale di Gangwon. Non si è fatta attendere la reazione USA: subito esercitazioni congiunte, ha esternato Donald Trump. La Casa Bianca è stata informata sul lancio che avviene mentre le forze militari statunitensi e sudcoreane stanno svolgendo le loro esercitazioni congiunte. I vertici militari sudcoreani ed Usa stanno compiendo ulteriori analisi sulla natura del missile. Dopo il vertice di emergenza convocato la scorsa settimana per stabilire la reazione all’escalation di tensione con Pyongyang, Seul chiede con forza di abbandonare le provocazioni e di tornare al tavolo negoziale. Prima il colonnello Roh Jae-cheon, portavoce del Comando di stato maggiore congiunto, ha assicurato che, grazie al solido combinato militare Washington-Seul, “siamo assolutamente pronti a reagire con decisione a ogni provocazione del Nord”. Mattis poi ha aggiunto: basta provocazioni o regime sarà schiacciato Dal lato Usa però si apre intanto quello che sembra uno spiraglio: “Stiamo lavorando a una soluzione diplomatica” per risolvere la crisi con la Corea del Nord – ha detto il segretario alla Difesa, James Mattis – che però ha voluto precisare che Pyongyang ”perderebbe” qualunque conflitto se venisse iniziato. Alle minacce del capo del Pentagono la Corea del Nord ha risposto con un’ulteriore provocazione. Le ha definite “un mucchio di sciocchezze”. E anzi, ha rincarato la dose: “Solo la forza assoluta – è la replica arrivata dalle forze armate nordocoreane – può funzionare con qualcuno “privo di ragione” come Trump. Il programma per attaccare Guam, è sottinteso, non si ferma.