Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La ferrovia, l’alta velocità ed i disagi dei cittadini del Vallo di Diano

di Lorenzo Peluso

Sala Consilina – parlare di strada ferrata nel comprensorio Vallo di Diano equivale ad aprire una ferita mai marginata.

La soppressione dell’antica ferrovia che collegava Sicignano degli Alburni a Lagonegno, in Basilicata, attraversando l’intera valle del fiume Tanagro ha da sempre rappresentato uno dei più gravi torti arrecati alle genti del Diano. Da allora, e sono trascorsi circa vent’anni, tante campagne elettorali hanno visto proclami ed annunci in merito ad una quanto mani probabile riapertura di quel braccio di strada ferrata che permetteva a circa settantamila abitanti di fruire dell’unico mezzo di trasporto alternativo alle quattro ruote. Sempre solo chiacchiere e null’altro. Da sempre punto di riferimento nella oramai storica protesta il CODACONS Vallo di Diano. Divenuto oramai mitico anche Rocco Panetta, responsabile del Settore Trasporti della stessa associazione con sede a Sala Consilina, che nel frattempo continua la sua battaglia. Ultima in ordine di tempo una nuova richiesta a Trenitalia inoltrata nella giornata di ieri ai vertici della azienda ferroviaria con la richiesta di maggiore attenzione alle problematiche delle centinaia di pendolari che dal Vallo di Diano si spostano per lavoro nel centro e nord Italia e che non riescono a fruire dei servizi dell’Alta Velocità. “Oggi un cittadino del Vallo di Diano, se vuole usare il treno Alta velocità in arrivo a Salerno alle 19,59 deve trovare qualcuno che poi venga a prenderlo, in auto, ad Eboli. E’ assurdo! – dichiara Panetta – sarebbe quanto mai opportuno che la stessa Trenitalia con molta semplicità istituisca almeno una corsa con autobus del Servizio Sostitutivo, con coincidenza, da  Eboli sino alla stazione di Montesano Sulla Marcellana” conclude Panetta. Insomma una situazione paradossale che continua a penalizzare i cittadini del comprensorio e che non sembra trovare soluzione. La nuova richiesta del CODACONS, componente della Consulta Regionale per la Mobilità della Regione Campania, arriva a distanza di un anno quando con la condivisione della Comunità Montana Vallo di Diano, dell’Associazione Albergatori (Federalberghi) e del Comitato Pendolari Vallo di Diano, presentò la stessa istanza che ad oggi non ha ricevuto nessuna risposta. Continua dunque la battaglia per affermare un principio sacrosanto, vale a dire che tutti i cittadini sono uguali soprattutto dinanzi all’erogazione di servizi pagati con le tasse che gli stessi versano nelle casse dello Stato. Una richiesta semplice e ragionevole che però sembra non interessare alla Direzione Regionale di Trenitalia. A questo punto vien da chiedersi come mai ad esempio, la Provincia di Salerno attraverso il suo PTCP non promuove la riattivazione della Sicignano-Lagonegro, se non altro per incentivare un servizio turistico attraverso un treno verde che metta in collegamento la piana del Diano con Salerno città, incentivando lo spostamento di turisti e visitatori verso le tanto annoverate aree interne? Questa si che potrebbe rappresentare una vera e propria svolta epocale per lo sviluppo del comprensorio piuttosto che preannunciare fantomatici progetti di prefattibilità su ipotetici impianti di risalita sul Cervati. Una soluzione a portata di mano che verrebbe incontro anche alle tante richieste dei pendolari valdianesi. Ma forse questa è una soluzione troppo semplice. Intanto un plauso va al dottor Rocco Panetta che imperterrito continua la sua battaglia contro “i mulini a vento”.