Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La diffusione di un “cancro”. 106,7 miliardi giocati nel 2018

di Lorenzo Peluso.

Spesso mi chiedo come mai non ci ribelliamo ad un fenomeno che mette in ginocchio milioni di famiglie in Italia; come mai non reagiamo con forza contro la diffusione di un “cancro” che devasta la società? Il gioco. 106,7 miliardi giocati nel 2018. Una cifra quasi assimilabile al fondo sanitario nazionale per il 2018, che vale circa 113 miliardi. Tra il 2000 e il 2018 si è passati da una raccolta di 19 miliardi di euro a quasi 107. E sono i più poveri a dedicarsi a scommesse, slot-machine e gratta e vinci, i giochi che producono maggiore dipendenza. L’enorme disponibilità di giochi ha fatto aumentare anche il numero di giocatori problematici, i quali, nell’età 15-64 anni, nel 2017 vengono calcolati in un numero pari all’1,04%  della popolazione, rispetto allo 0,33 del 2007. I nuovi giochi (Awp – Vlt, giochi di carte e di abilità a distanza e giochi di sorte a quota fissa, scommesse online) e le scommesse sportive attirano quote di giocatori problematici i quali posseggono anche un reddito più basso. Dunque, l’aumento della raccolta, derivato in gran parte proprio dai nuovi giochi e dalle scommesse, lo stanno pagando i soggetti più svantaggiati. E dal momento che le scommesse e i giochi di nuova generazione sono anche quelli più fortemente associati a comportamenti di gioco problematico, possiamo ragionevolmente ipotizzare che i crescenti costi sociali dei disturbi del gioco d’azzardo in Italia ricadano di più proprio sulle persone più vulnerabili della nostra società. Aumenta il gioco d’azzardo, soprattutto quello online. Aumentano i giocatori problematici che sono anche i più vulnerabili della nostra società. Aumentano i problemi personali, familiari e sociali: c’è da chiedersi quale sia il ruolo dell’azzardo per gli Italiani che diventano sempre più poveri, e riteniamo che non sia indifferente.