Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La crisi del commercio. Famiglie distrutte, dignità cancellata, vite annullate.

di Lorenzo Peluso.

Basta guardarsi intorno, basta attraversare le vie principali di una cittadina media, come Sala Consilina, per capire come il commercio è in crisi. Quelli che un tempo erano locali commerciali ora sono locali vuoti, serrande abbassate con cartelli esposti: fittasi, vendesi. Non a caso Sala Consilina, una città da sempre dedita al commercio, il punto di forza del sistema economico locale. Dunque se chiudono le attività commerciali viene meno anche la caratteristica predominante di una città. cambia il suo aspetto, cambiano le persone. Una crisi generalizzata sia chiaro che non appartiene solo a città come Sala Consilina. Lo confermano in modo netto i dati diffusi da Confesercenti. Una crisi che riguarda tutte le tipologie di commercio. I negozi continuano a sparire: secondo le elaborazioni Confesercenti su dati Infocamere/Movimpresa, dall’inizio dell’anno ne abbiamo persi 3.157, al ritmo di circa 11 in meno ogni giorno. Il segno chiaro di una crisi che non vuole finire. Numeri drammatici che mostrano come il futuro è ancora più scuro del presente. Le piccole attività che continuano la “guerra quotidiana alla resistenza” vedono assottigliarsi quel margine che gli consente di sopravvivere. Dunque si lasciano indietro pagamenti, soprattutto i contributi previdenziali, poi si rimanda il pagamento della merce, i fitti dei locali, fino alla decisione inevitabile della chiusura. Nel frattempo il fisco, sordo al grido d’allarme dei commercianti, attiva le procedure di recupero coatto del dovuto. Piccoli imprenditori che nella loro vita non hanno fatto altro che investire nell’attività si ritrovano da un giorno all’altro sul lastrico con pignoramenti e fallimenti che distruggono la dignità dell’uomo prim’ancora che del commerciante. E se prima nessuno li ascoltava, dopo, quando il fallimento è alle porte nessuno li vede neppure più. Dunque famiglie distrutte, dignità cancellata, vite annullate. Insieme alle vite dei commercianti muoiono anche le vite di intere comunità. Muoio i centri storici, muoiono i paesi. C’è dunque bisogno di varare urgentemente un piano per fermare l’avanzata della desertificazione commerciale. Ecco, magari il Parlamento dovrebbe occuparsi anche di questo.