Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La coesione, l’unità, non la si può chiedere nel sacrificio solo a chi ha meno.

di Lorenzo Peluso.

E’ il tempo dei sacrifici, questo. Ed è giusto farli, sia chiaro. E’ necessario che tutti noi consapevoli del dramma che stiamo vivendo rimoduliamo la nostra vita, il nostro vivere quotidiano, perché è necessario farlo. Dunque, chi ha perso il lavoro dovrà accettare che è necessario adattarsi con 600 euro di bonus solidarietà. La cassa Integrazione, i sussidi per superare l’emergenza. Occorre necessariamente che anche i medici, gli infermieri, che sono in prima linea nelle corsie dei reparti Covid 19 a tentare di salvare vite, devono sapere che lo stipendio a fine mese sarà lo stesso. Lo devono sapere anche i militari, i carabinieri, i poliziotti impegnati in questi giorni di emergenza. E’ questo il loro lavoro. Quindi turni interminabili ed anche oltre, sono solo per salvare vite umane, è il vostro lavoro. hanno rinunciato ad ogni guadagno i commercianti, che hanno chiuso bottega,  i baristi, i ristoratori, gli artigiani, gli imprenditori. Nonostante questa grave rinuncia, quella del continuare a fare il proprio lavoro e di poter vivere dei guadagni del proprio lavoro, tutti, nessuno escluso, in queste ore stanno dimostrando grande solidarietà con donazioni e raccolte fondi, per dare una mano, un aiuto. All’appello mancano sono i deputati ed i senatori, i consiglieri regionali anche. Loro no, loro non rinunciano ai loro stipendi, non li dimezzano. Persino i calciatori lo hanno fatto, hanno rivisto i loro contratti milionari. Ma deputati e senatori no, loro no. E diciamolo pure che attualmente i deputati hanno diritto a un’indennità lorda di 11.703 euro. Al netto sono 5.346,54 euro mensili più una diaria di 3.503,11 e un rimborso per spese di mandato pari a 3.690 euro. Ad essi si aggiungono 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e da 3.323,70 fino a 3.995,10 euro ogni tre mesi per i trasporti. Mentre per i senatori l’indennità mensile lorda è di 11.555 euro. Al netto la cifra è di 5.304,89 euro, più una diaria di 3.500 euro cui si aggiungono un rimborso per le spese di mandato pari a 4.180 euro e 1.650 euro al mese come rimborsi forfettari fra telefoni e trasporti. Facendo un rapido calcolo e senza considerare le eventuali indennità di funzione i componenti del Senato guadagnano ogni mese 14.634,89 euro contro i 13.971,35 euro percepiti dai deputati. Ricordiamolo poi che in Italia paghiamo stipendi a 945 deputati e 315, più sei a vita, senatori. La matematica che viene in aiuto ci offre i conti: 4.697.799, 69 di euro per i senatori; 13.202.925,75 euro per i deputati. Non è mio stile fare polemiche. Non è neppure il momento di farle. Ma è inaccettabile per gli italiani che ora, sono costretti al sacrificio della rinuncia, dopo lo saranno per poter onorare i debiti che lo Stato dovrà per forza contrarre per superare l’emergenza coronavirus, continuare a sostenere i lauti stipendi della politica. Non è accettabile. Non è comprensibile come si possa chiedere sacrificio ad un operaio, un pensionato, un infermiere ed un medico, un insegnante ed un commerciante senza neppure dare quel segnale necessario di condivisione del dramma economico e sociale che vive il Paese. Se si può vivere con mille euro al mese, con molto meno in moltissimi casi, allora lo si può fare e lo dovrebbero poter fare tutti. dal dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, lasciandoli comunque con cifre assolutamente importanti, si potrebbero recuperare milioni di euro, ora quanto mai necessari al Paese. E’ questo ciò che si aspettano gli italiani, è ciò che da l’esempio, perché la politica deve dare l’esempio. Poi, ognuno si piangerà i propri morti; ognuno affronterà i debiti e la crisi. Ma la coesione, l’unità, non la si può chiedere nel sacrificio solo a chi ha meno. Ecco cosa non è sopportabile di questa classe politica: l’indifferenza e persino la spocchia di chi predica bene e razzola male.