Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La casa Museo del poliziotto più famoso d’America, Joe Petrosino

redazione

Padula (SA) – Non capita tutti i giorni di entrare in una casa museo dedicata a una leggenda. Ancora più difficile è che sia proprio un familiare ad aprire le porte di quella casa, pronto a raccontare, con umana dolcezza e spiccata passione, la storia di uno zio tanto ammirato quanto compianto: il poliziotto più famoso d’America, Joe Petrosino. Eppure, se si fa tappa a Padula, in provincia di Salerno, e si fa visita al museo dedicato al noto detective, si scoprirà grazie alle parole di Nino Melito Petrosino, pronipote di Joe Petrosino, chi era davvero il poliziotto italo-americano. Si scoprirà l’uomo e il mito, l’emigrante e l’eroe, l’icona di legalità e di giustizia, il simbolo di un riscatto. Il museo è allocato, infatti, nella casa natale di Joe Petrosino, l’unica casa-museo in Italia dedicata ad un esponente delle forze nell’ordine. In questa casa il 30 agosto 1860 nacque Giuseppe Petrosino. Tra queste mura Giuseppe visse fino a 13 anni, quando nel 1873 insieme al padre Prospero, sarto, e a tutta la famiglia, partì per l’America. Questo caso di ordinaria emigrazione determinò il destino di Giuseppe che sarebbe diventato, poi, il leggendario Joe. Primo poliziotto italiano a far parte del prestigioso New York Police Department, apprezzato da Theodore Roosevelt, “padre” di innovative tecniche investigative (“era più ricco di vestiti e parrucche l’armadio di Petrosino che quello di un teatro”) e primo poliziotto ucciso dalla mafia (il 12 marzo del 1909 a Palermo dove si era recato nel tentativo di sgominare la mano nera), Joe Petrosino è stato raccontato al cinema e in tv. Attraverso libri, fumetti e spettacoli teatrali. Ma è solo con le parole di Nino Melito Petrosino che si ha la sensazione – e l’emozione – di conoscere da vicino “l’incorruttibile”: “Da mezzo secolo racconto la storia della mia famiglia – spiega Melito Petrosino a 9Colonne – Prima di me lo ha fatto mio nonno Michele, fratello di Joe, poi mia madre Gilda.  Raccontare la storia di Joe Petrosino dopo mio nonno e dopo mia madre è per me un onore.  E un onere. Accompagno i visitatori a conoscere il sentimento, la semplicità, il cuore della famiglia Petrosino” che ha sempre creduto che il sacrificio del poliziotto non dovesse risultare vano ma di esempio alle nuove generazioni.  Nel museo a Padula, “l’unica casa museo con un discendente” – precisa Melito – sono esposti cimeli e documenti relativi all’eroica attività del poliziotto. In questa casa continuarono a vivere fino ai nostri giorni i parenti di Giuseppe: fratello, nipoti, pronipote. Tutti furono fedeli custodi di questi ambienti che, attraverso varie generazioni, hanno conservato la memoria di quegli anni. Gli arredi, le foto, il violino di Joe Petrosino così come il pennello da barba a lui appartenuto sono rimasti intatti. Il tempo in quelle stanze sembra essersi fermato così come gli orologi che raccontano di arrivi e partenze: “Visitare la casa museo significa onorare la memoria non solo di Joe Petrosino ma di quei tanti uomini che si sono immolati per la giustizia e la legalità, nella speranza di un mondo migliore – sottolinea il pronipote del poliziotto -. Significa scoprire quei luoghi che hanno fatto parte della storia di Joe Petrosino. Dal 28 novembre 2017 il museo è considerato tra le 10 eccellenze culturali in ambito europeo. Un bel regalo all’Italia”.