Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

La BCC di Buonabitacolo all’Assemblea annuale di Federcasse

di Lorenzo Peluso

Roma – La BCC di Buonabitacolo all’Assemblea annuale di Federcasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) che si è tenuta ieri a Roma. A rappresentare l’istituto di credito salernitano, il presidente Pasquale Gentile, ed il direttore generale Angelo De Luca. Nel corso della Assemblea sono stati presentati anche i principali dati di sistema del Credito Cooperativo al 30 giugno 2019: 263 BCC – Casse Rurali e Casse Raiffeisen (il 53% delle banche italiane) presenti in 101 Province e 2.638 Comuni, con 4.231 sportelli (il 17% del totale degli sportelli bancari). 
In 630 Comuni (per la quasi totalità si tratta di Comuni con meno di 5 mila abitanti) le BCC sono presenti come unico intermediario. 
 I soci sono 1 milione e 300 mila (+ 1,9% su base annua).. La raccolta diretta è di 161,5 miliardi di euro. Gli impieghi si attestano a 127,8 miliardi di euro. L’attivo delle BCC per il 56% è destinato a famiglie imprese. In particolare, per ogni 100 
euro di risparmio raccolto nel territorio, le BCC ne impiegano in media 85. Di questi, almeno il 95% – ovvero 81 euro – diventa credito all’economia reale di quello stesso territorio. 
Le BCC hanno quote di mercato rilevanti nei finanziamenti ai settori espressione del «Made in Italy»: del 23% per l’artigianato e la piccola manifattura; del 22% per il turismo; del 21% per l’agricoltura. Il 2019 è stato anche l’anno di avvio dei nuovi Gruppi Bancari Cooperativi, ai sensi della riforma definita con la legge n. 49/2016 (e modificazioni successive)  il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea (cui aderiscono 140 BCC) e il Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo italiano (cui aderiscono 80 BCC). Le Casse Raiffeisen dell’Alto Adige hanno invece optato per la costituzione di un IPS (Institutional Protection Scheme) attualmente in fase di costituzione. “Siamo Banche radicate nei territori. Siamo presenti in 2.638  comuni, 630 di questi (nel 93% dei casi si tratta di Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti) come unico intermediario. Rimaniamo la Banca dei Soci, il cui numero è aumentato dell’1,9% su base annuale – ha riferito il direttore De Luca – Le BCC sono le Banche dell’economia reale (l’attivo delle BCC per il 56% è destinato a prestiti a famiglie imprese, 6 punti percentuali in più delle altre banche) e per lo sviluppo dei territori (per ogni 100 euro di risparmio raccolto nel territorio, le BCC ne impiegano in media 85. Di questi, almeno il 95% – ovvero 81 euro – diventa credito all’economia reale del territorio. Ma soprattutto siamo Banche solide: il total capital ratio e il tier1 ratio,  rispettivamente pari al 16,9% e 16,4%, sono superiori rispetto alla media del resto dell’industria bancaria. Questi sono dati e numeri che rendono la nostra banca un fiore all’occhiello del sistema bancario del nostro Paese” ha aggiunto De Luca.  Durante l’assemblea  si è svolta anche la “Lectio cooperativa europea” del professor Enrico Letta, Direttore della Paris School of International Affairs, dal titolo: “L’Europa che serve ai cittadini europei e al mondo. Competitiva, inclusiva, cooperativa”.  Partendo dall’analisi del paradosso che sta vivendo l’Europa di oggi: un periodo di oltre 70 anni di pace e di prosperità, accompagnato però da un sentimento di sfiducia e di timore per il futuro, Letta ha evidenziato la necessità di vivere i profondi cambiamenti di oggi (trasformazioni tecnologiche, crisi delle identità personali e collettive) con un approccio più consapevole in grado di guidare le trasformazioni, non di subirle. Tra gli esempi negativi di un approccio che non ha impatti positivi per la società e l’economia europea, il calo demografico che spesso viene accompagnato da una non lungimirante attenzione al tema delle migrazioni ed alla difesa – insostenibile nel lungo periodo – dei diritti acquisiti, soprattutto sotto il profilo previdenziale. L’Europa – ha proseguito Letta – ha bisogno pertanto di un nuovo slancio capace di guardare oltre l’immediato. Valorizzando quegli elementi in grado di contrastare la crisi di fiducia (collante delle relazioni sociali) che poi, sui territori, si traduce in una frattura sempre più profonda tra grandi centri e piccole realtà locali minacciate dallo spopolamento. Principale antidoto alle crisi, la necessità di fare rete; di ricucire legami; di sviluppare idee nuove e creative. Caratteristiche che sono da sempre nel Dna del nostro Paese, ma che sembrano fiaccate dal peso delle quotidianità; come, anche punti di forza della cooperazione, e della cooperazione di credito. L’Europa da costruire, ha detto ancora Letta, potrà e dovrà essere più “competitiva, inclusiva, cooperativa”. Competitiva, per acquistare sempre più una sua autorevolezza rispetto alla gestione dei cambiamenti in corso (a questo proposito ha auspicato la costruzione di un “umanesimo tecnologico” che solo dall’Europa potrebbe avere origine, anche in base alla cultura giuridica che ne sta alla base); Inclusiva (che non lasci indietro nessuno, anche sotto il profilo educativo – da qui la proposta di rendere obbligatoria, per tutti i 16enni europei, indipendentemente dalle possibilità familiari, un periodo di studio all’estero); Cooperativa, riscoprendo il valore del lavorare insieme per un vantaggio collettivo. In questo senso, ha detto ancora Letta, la cooperazione rappresenta “il più moderno dei sistemi economici” perché ha in sé esattamente tutte quelle caratteristiche prima evidenziate che possono ricucire legami sui territori (in un processo ormai evidente di ri-localizzazione in atto, in contrasto alle deformazioni della globalizzazione) ragionando in termini di inclusione e di capacità di genere valore per i territori. A conclusione dell’intervento del professor Letta, un lungo applauso ha sottolineato l’apprezzamento dei partecipanti alla Assemblea per il riconoscimento, non rituale, del contributo della cooperazione mutualistica di credito allo sviluppo del Paese.